Recensione
Redazione, www.archiviostorico.info, 28/01/2011

Un libro fondamentale

IL LIBRO – Due libri fondamentali segnano, tra il 1927 e il 1928, l’avvio della discussione storica sui caratteri dell’Italia post-unitaria: la Storia d’Italia dal 1871 al 1915, di Benedetto Croce, e L’Italia in cammino di Gioacchino Volpe. Libri caratterizzati – nota Salvatore Lupo – da un’esplicita contrapposizione, ma anche da un’evidente somiglianza. All’indomani del definitivo avvento del regime fascista, si tratta, per i due grandi storici, di fare i conti con l’Italia liberale. E se per Croce quell’operazione ha il senso di magnificare le sorti di una fase complessivamente virtuosa (messa a repentaglio dall’avvento di un regime illiberale e totalitario), per Volpe si tratta di individuare i caratteri di un vischioso processo storico in corso. Processo che, dopo la costruzione dello Stato, gli appare per l’appunto in cammino, in via di realizzazione. Rispetto a questo cammino, l’Italia liberale si presenta agli occhi di Volpe come un periodo cruciale e contraddittorio, in cui le spinte all’unificazione effettiva del paese si scontrarono con le resistenze di quello che egli considera il dato originario e persistente di tutta la storia italiana: la tendenza alla frantumazione. Questa eredità secolare, che ha caratterizzato anche i momenti più vitali (per esempio il medioevo), ha sortito come effetto una borghesia debole e dispersa, che tocca ora al nuovo Stato saper fondere in una classe dirigente nazionale. La tesi di Volpe ha significati che vanno oltre il clima storico-politico che la originò. Essa insiste su un insieme di domande che sono tuttora di fortissima attualità. Quali sono gli elementi persistenti che costituiscono un ostacolo alla creazione di una classe dirigente stabile ed efficiente? Quale significato può essere attribuito al lungo cammino dell’Italia, non più a cinquanta ma a centocinquanta anni dalla sua fondazione?

DAL TESTO – “A questo giornale [La Grande Italia] mandò i suoi ultimi scritti Alfredo Oriani, considerato ormai, dopo decenni di oscura e misconosciuta attività letteraria, quasi un precursore. Egli aveva salutato con slancio lirico, fra il 1880 ed il '90, l'inizio della politica coloniale italiana e visto in essa una necessità per l'Italia, un dovere oltre che un diritto, il punto di partenza per un grande avvenire mediterraneo, un mezzo perché l'Italia potesse mettersi al livello delle grandi Potenze europee. Nel Fino a Dogali, aveva esaltato i cinquecento morti gloriosi, tutti al loro posto di combattimento. Si era poi schierato, contro repubblicani e moderati, a fianco di Crispi, nel quale tuttavia vedeva, in ultimo, un uomo di altra generazione, ormai superata. E nella Rivolta ideale (1906), aveva polemizzato per riportar in alto certi valori tradizionali, giudicato il socialismo non creazione ma critica, visto nell'ascesa dei proletari l'inizio di una nuova borghesia, deriso «la codarda teoria che lusinga il popolo, dicendogli che la sua inferiorità è soltanto nella ingiustizia della legge». Ignorato negli anni in cui borghesia, governi, Monarchia si erano affaccendati attorno alla politica di dettaglio interna ed alle riforme destinate a disarmare il movimento sociale, ora egli otteneva consensi e riconoscimenti.”

L’AUTORE – Gioacchino Volpe (1876-1971), professore di storia moderna dal 1906, nel dopoguerra aderì al fascismo e fu deputato al Parlamento. Ha diretto la sezione di storia medievale e moderna dell’Enciclopedia Treccani. Tra le sue opere: Movimenti religiosi e sette ereticali nella società medievale italiana (1907; Donzelli, 2010), Momenti di storia italiana (1925), Il Medio Evo (1927; Laterza, 1990), Francesco Crispi (1928), Guerra, dopoguerra, fascismo (1928).

INDICE DELL’OPERA – Introduzione, di Salvatore Lupo - A chi legge - A proposito di storia d'Italia - I. L'Italia del Risorgimento - II. Gli Italiani al lavoro - III. Nuovo spirito e nuovi pensieri nella vita politica italiana - IV. Italiani irredenti. L'Italia tra Francia ed Austria - V. Il nazionalismo italiano. L'impresa di Tripoli - VI. «Dopo guerra» italiano: 1912-13. I problemi della nazione – VII. Partiti politici e politica estera. Rumori da Trieste - VIII. L'Italia alla vigilia della guerra mondiale - Indice dei nomi