Recensione
Ombretta Romei, Pulp Libri, 31/01/2011

Glamour. Una storia al femminile

Diciamolo apertamente: allo stesso prezzo molte lettrici acquisterebbero una buona crema idratante. Come biasimarle? In fondo l’argomento sfizioso di questo breve saggio non è di plateale interesse, ma la frivolezza si paga e allora , se per voi l’eleganza è da sempre inseparabile da un tocco personale di “sfrontato e pretenzioso” o, ancora, non avete devoluto alla Caritas mise leopardate e pellicce di volpe, questo, o irremovibili adepte del glamour, è il libro che aspettavate. Agile e documentatissimo, approfondito e generoso di immagini, Glamour: Women, History, Feminism (2010) si snoda, con la stessa sinuosa levità di un boa di struzzo, tra storia del costume e storia delle donne, partendo dalla fine del XIX secolo per approdare ai giorni nostri. Ovvero dalla prima apparizione del termine - “incanto ingannatore”, o meglio . quel “non so che” – e delle sue regali profetesse (la scrittrice demi-mondaine Elinor Clyne, le dive hollywoodiane degli anni Trenta, Marlene Dietrich e Jean Harlow su tutte) alla sua declinante fortuna , all’indomani del Secondo conflitto mondiale ; dalla “ritrovata centralità nel mondo della moda” durante i vituperati anni Ottanta alle recente esibizionistica degenerazione camp. Fascino e trasgressione, esotismo e ambiguità, lusso ed eccesso, labbra rosse e unghie laccate, piume , pellicce e strass: ecco a voi la femmina glamour, non così lontana dalla bambola perfida e languida , sofisticata e un po’ trasognata che cantava Buscagliene. Essere criminalmente bella è stato il (bi)sogno proletario di moltissime donne inglesi - racconta la storica britannica Carol Dyhouse – vittime di un colonialismo estetico griffato Hollywood, disposte a barattare la secolare sobrietà vittoriana per un abito di satin o una boccetta di Chanel n° 5. Qualcuno direbbe, in sintesi, che il glamour è controrivoluzionario. Come dargli torto? Eppure, nonostante le sue bistrattate e talvolta contraddittorie declinazioni, glamour è stato anche e soprattutto sinonimo di emancipazione (non solo sessuale) e indipendenza femminili. Con buona pace di chi, a differenza del grande Fred, preferisce un golfino di cachemire a un magnifico lamé.