Recensione
Gianfranco Ravasi, Il Sole 24 ore, 14/11/2010

Sognare il Paradiso non è così difficile

Marc Chagall fu incaricato nel 1930 dall'editore francese Ambroise Vollard di illustrare la Bibbia. Un'idea nata dopo i lavori fatti per le Favole di La Fontaine e le Anime morte di Gogol. Un progetto impegnativo perchè in gioco non c'era solo l'estetica , il tratto pittorico quanto il mistro dell'essere e della propria persona. Un conto è raffigurare un classico del pensiero, un altro misurarsi con la parola di Dio, darle forma e rappresentazione: l'infinito si veste di finito. E poi la responsabilità: è lui a dare un volto al Padre e ai propri padri, di generazione in generazione. Il Libro della Genesi chiede di confrontarsi con l'origine, con il soffio dell'inizio e di guardare senza infingimenti la libertà di Adamo e di Eva, la mano omicida di Caino, il diluvio, la fedeltà di Abramo disposto a tutto, l'Egitto, le piaghe, il dramma familiare di Giuseppe che Thomas Mann racconterà nella sua famosa tetralogia. Chagall è cosciente di questo e affrontando l'impegno prende tutto il tempo necessario. Va in Palestina a vedere la luce e a incontrare i luoghi, poi nel 1932 si trasferisce ad Amsterdam per studiare i dipinti biblici di Rembrandt e sosta nella casa del pittore nel cuore del quartiere ebraico. Dopo otto anni, nel 1939, ha pronti i 65 soggetti ma non saranno pubblicati perchè il suo editore muore in un incidente automobilistico. Il pittore ripara a New York dove continua a lavorare sulla Bibbia arrivando a realizzare oltre quattrocento soggetti. Una grande nostalgia percorre queste opere. Certo c'è l'idea del paradiso perduto, ma anche di una serenttà di cui l'uomo sembra destinato e che non riesce mai a possedere pienamente. La natura, gli animali, gli angeli e la leggerezza degli uomini e delle donne di queste opere cantano un'esistenza di concordia, di affetti, di concretezza dura da vivere ma piena di speranza e di naturalezza. Un vivere di affetti, di familiarità, di parole dolci e pacificanti. Natura e uomini si esprimono musicalmente dentro una quotidianità disarmante che non risparmia sofferenza e dolore. Ma l'uomo è sollecitato a non confondersi con la polvere, il cielo lo chiama e lo vuole volteggiare tra l'aria limpida. Ci sono anche i ricordi dell'infanzia del grande pittore, delle conversazioni a tavola, del lessico familiare. Leggere la Genesi avendo le tavole di Chagall accanto al testo dà un passo diverso alla riflessione. Chiede pause, spazi, silenzi perchè la parola dia voce ai dipinti e perchè i colori portino luce interpretativa al testo. Diceva Chagall a un suo nipote: "Io non vedevo la Bibbia, la sognavo". La proposta fatta dall'editore Donzelli mira a una lettura ricca di coinvolgimento.