Recensione
Diego Minuti, Ansa / med, 18/11/2010

3000 anni di storia

Da decenni ormi, probabilmente da quando, con la fine della seconda guerra mondiale, l'umanità s'è sentita in debito verso di loro, gli ebrei e la loro storia sembrano essere uno degli argomenti che meritano sempre un commento, un'analisi, uno studio. Una impresa, se la si vuole affrontare con la consapevolezza delle mille difficoltà che comporta e del pericolo, sempre in agguato, di giudicare gli ebrei e non solo di raccontarne l'evoluzione storica. Uno dei tentativi più riusciti è quello di Michael Brenner, docente di storia e cultura ebraica dell'Università di Monaco di Baviera e tra i massimi conoscitori della materia. Brenner ha firmato per Donzelli la sua "Breve storia degli ebrei", quasi un titolo provocatorio, perchè è ben difficile tracciare il percorso di tremila anni di un popolo in una storia che si definisce "breve". Ma Brenner va a caccia della verità ben sapendo, come peraltro lui stesso sottolinea, che degli ebrei si sa qualcosa in tutto il mondo, ma di loro si ha un'opinione ben definita. Cioè, e questo è il messaggio che lo storico tedesco sembra lanciare, tracciare la storia degli ebrei significa anche percorrere, trasversalmente, tutto ciò che su di loro si dà per scontato, magari smentendo, artificiosamente, verità storiche inequivocabili. Brenner, peraltro, deve anche fare i conti con un altro elemento pressoché costante in tutti i libri che hanno avuto la storia degli ebrei al loro centro. Quello che l'olocausto sia stato una naturale conseguenza dell'antisemitismo. Un problema al quale se ne aggiunge un altro - questo però di natura politica - , il fatto che spesso ebrei e Israele siano considerati concetti inscindibili e questo può diventare un errore, almeno dal punto di vista dello storico. Di certo, Michael Brennan ha fatto una scelta rigorosamente scientifica nel momento in cui ha identificato, come elemento di raccordo tra le varie epoche, la migrazione, che a ben vedere, è cominciata con la storia stessa degli ebrei. Perchè, dice, sebbene non siano stati sempre in cammino, la migrazione ha caratterizzato la storia degli ebrei "per intere epoche e su interi continenti". Migrazione ed ebrei, quindi, come elementi in totale simbiosi. Tanto che, ricorda Brenner, uno degli appuntamenti ai quali ogni ebreo non manca è la lettura, nel corso della cena che celebra la prima sera di Pesah (la qasqua ebraica) , di brani che ricordano appunto la prima uscita del suo popolo dall'Egitto.