Recensione
Redazione, Pulp Libri, 01/12/2010

La luna ha parecchio da fare

La luna di notte ha parecchio da fare, ma prima di tutto ha bisogno di un cielo grande su cui agire: un formato, dunque, capace di darle degna ospitalità. Ecco allora che Herbauts le offre pagine ariose in cui abitare, un gatto nero per farle compagnia, e una veste color del bosco, come quella delle streghe delle fiabe. Ma sia chiaro, nonostante la sua fama, Signora Luna non è affatto una strega, basta vedere quanti bei sogni tiene stipati nella borsa e che daffare si dà per seminarli. Gli incubi, invece, li rinchiude nel vasto armadio della notte e se scivolano fuori non è mica colpa sua, probabilmente in quel momento è impegnata a disegnare qualche stella con la sua matita gialla o sta annaffiando i campi per rendere l'alba scintillante di rugiada. Infine, poco prima che il sole sorga, si specchia nello stagno e si rimira per qualche istante, mentre la pagina si rischiara nell'attesa ferma del giorno. Un libro dal gusto poetico, particolarmente efficace nelle pagine in cui prevalgono i primissimi piani e le campiture cieche, rischiarate da improvvise epifanie di luce. Un'altra prova della capacità della giovane olandese di coniugare essenzialità e tenerezza, offrendo, in questo caso, un'immagine inedita della luna, non meno magica ma più calda e rassicurante.