Recensione
Fiorella Iannucci, Il Messaggero, 22/11/2010

Johanna Spyri e Tomi Ungerer : è tutta un'altra Heidi

Non c’è classico per l’infanzia che non abbia subito, nel corso del tempo, adattamenti e riduzioni, riscritture e tagli. Destino condiviso con la Fiaba, epurata di volta in volta dei suoi elementi “scomodi”, come l’intraprendenza di un personaggio femminile o la morte di uno dei protagonisti. Heidi non fa eccezione. Il romanzo di Johanna Spyri , pubblicato in due volumi nel 1880-1881, è uno dei libri per ragazzi più conosciuti al mondo. Tradotto in oltre 50 lingue, cinquanta milioni di copie vendute, Heidi è diventato un film, sceneggiato televisivo, cartone animato. E proprio la popolarità di animazione giapponese degli anni Settanta è riuscita a fissare volto e gesta della bambina innamorata della montagna e dei suoi tramonti, banalizzando, al contempo, una scrittura densa e coraggiosa, quella della Spyri, decisa a schierarsi senza riserve dalla parte di bambini. L’edizione proposta ora da Donzelli nella bella collana “Fiabe e storie” non solo ha il merito di presentare il testo integrale del romanzo ma di affiancarlo alle illustrazioni di un maestro come Tomi Ungerer, che quelle tavole consegnò all’editore svizzero Diogenes nel 1978. Per chi conosce il tratto ironico del “bastian contrario” della letteratura per l’infanzia , questi disegni sono più di una sorpresa. Ungerer, nelle tavole a colori come nei piccoli “quadretti” a china che inframezzano il testo, si dimostra convinto “traduttore” della Spyri, consegnando al lettore un’ Heidi che non ha niente a vedere con il “modello” animato. Capelli ricci e neri, scalza sulle montagne con Peter e il suo gregge, meditativa e assorta sotto i tre grandi abeti che sovrastano la baita del nonno, il misterioso “zio dell’Alpe”, l’orfana che “aveva il dono di vedere sempre qualcosa di piacevole nel futuro” ci viene incontro così come l’autrice l’aveva immaginata.. Che s’immerga in uno di quei tramonti fiammeggianti lassù sui monti o si spinga sul campanile di Francoforte per cercare orizzonti che in nessuna città potrà trovare, Heidi rappresenta quel bisogno di natura, di vita all’aria aperta, di gioco e di scoperta, di contatto con gli animali che sono la parte mancante dei bambini di oggi. In comune però hanno lo sguardo: quello che sa vedere oltre le convenzioni , oltre i duri stereotipi educativi o il lusso di cui i grandi amano circondarsi. Perché niente è più comodo per Heidi del materasso di fieno nella baita del nonno. Altro che il soffice letto a baldacchino della casa dei Sesermann.