Recensione
Luca Pantarotto, www.atlantideZine.it, 24/11/2010

Uno o molti?

Avvertenza al lettore: Rinascimenti, il titolo dell’ultimo libro dell’antropologo britannico Jack Goody edito da Donzelli, contiene uno spoiler; e ancor più il sottotitolo, che ci pone il provocatorio interrogativo: “Uno o molti? L’Europa, il mondo arabo, l’India e la Cina alle origini dell’età moderna”. Dal tono della domanda, mi sa che i più svegli di voi hanno già capito dove si vuole andare a parare. E cioè che conviene rassegnarsi: lungi dall’essere un fenomeno solo occidentale, anzi solo europeo, anzi solo italiano, anzi solo toscano (in un progredire potenzialmente infinito di riduzioni campanilistiche), “di Rinascimento non ce n’è uno solo – quello italiano ed europeo –, e quest’ultimo non è neppure l’unica radice della nostra nozione di modernità. Altri bacini culturali hanno avuto un loro Rinascimento e a essi, peraltro, quello europeo ha attinto nei secoli a piene mani”. Affermazione, più che sovversiva, addirittura pericolosa, per i tempi che corrono: e se pensate che si esageri, considerate che secondo la scheda Goody si spingerebbe “fino a destrutturare la teoria della supposta supremazia occidentale e a svelare rischi e limiti della contrapposizione Oriente/Occidente”. In ogni ricerca di Goody, la parola magica è “comparazione”. Ma la comparazione, si sa, pone dei problemi ideologici. Noi come loro? Follia! Loro prima di noi? Eresia! E meno male che siamo nell’era della globalizzazione, dello scambio, dell’intercultura. O forse vogliamo ostinarci a credere di aver inventato noi anche quelle?