Recensione
Barbara Ferraro, Atalntidezine, 30/11/2010

"A" come alfabeti

Quando il titolo di una storia o di un libro termina con un punto di domanda la risposta può essere cercata solo e soltanto nelle sue pagine. E infatti pagina dopo pagina, esattamente due per ogni lettera dell’alfabeto, Nikolaus Heidelbach risponde all’apparentemente semplice questione: “Cosa fanno le bambine?”

Un abecedario dunque, che apre delle vere e proprie finestre sul mondo affatto candito delle bimbe dalla A di Amelia alla Z di Zoe. Heidelbach (uno degli illustratori più brillanti della scena contemporanea europea) ha dichiarato di aver imparato da Sendak, del famoso Paese dei mostri selvaggi, da Ungerer e Gorey, che nella letteratura per ragazzi non ci sono limiti di sorta: indecenza, impertinenza, brutalità sono aspetti ineliminabili. Partendo quindi da questo presupposto (per non volergli dare il tono della “lezione”, sebbene sia plausibile) struttura un alfabeto molto originale: ogni lettera corrisponde al nome di una bambina; sulla pagina a sinistra testi laconici e in apparenza piatti si limitano a dirci che cosa quella bimba stia facendo: Brigida esce, Miriam riceve visite, Flora dorme bene. Sulla pagina a destra alla linearità del testo corrisponde un’arte composita ma al contempo esplicita che non assume il tono della morale, anzi se ne discosta con decisione, e lascia libero sfogo alla fantasia, alla trasgressione, senza rischiare di essere ingabbiati in prospettive di edulcorazione che sono tipiche solo del nostro fasullo mondo di adulti e che nulla hanno a che spartire con quello dei bambini.

Nikolaus Heidelbach, Joanna si sposa di nascostoLe illustrazioni sono colorate e intense. Talmente minuziose nei dettagli da lasciare increduli dinanzi al fatto che si tratti di acquerelli. Deliziose e originali tratteggiano sogni, angosce, incubi, dolci realtà, simpatiche infrazioni, buffe trovate.

La lettura di questo albo necessita di un approccio che tenga in stretta connessione il testo e le immagini: esplorare le immagini è necessario perché sono dense di piccoli elementi a volte descrittivi e altre simbolici; la lettura esplorativa di queste ultime, certamente darà pieno spazio ai voli pindarici dell’interpretazione, per questo leggere le poche parole di corredo riporta alla semplice domanda iniziale, chiave di lettura e volta: Cosa fanno le bambine?