Recensione
Luca Pantarotto, AtlantideZine, 10/11/2010

La quindicenne Jane Austen

Essendo datato 1790, Jack e Alice. Ozi e vizi a Pammydiddle di una quindicenne Jane Austen non può definirsi esattamente una novità. Il che, per i più snob di noi, segna già una decina di punti a suo favore: perché in fondo, per come è messo l’orizzonte letterario della nostra povera generazione, è più facile trovare sorprese nel passato che nel presente. E quest’ultimo volumetto della bellissima, bellissima collana Wallpapers di Donzelli, che possiamo leggere per la prima volta in italiano, una sorpresa la è davvero. Se non fosse per la data di composizione, che precede di più di vent’anni l’uscita di Ragione e sentimento, il primo capolavoro della Austen, si potrebbe quasi dire che la scrittrice stia qui già mettendo in parodia i caratteri che popoleranno i suoi romanzi degli anni a venire; io preferisco considerarlo un esperimento della giovane Jane per misurare l’affilatezza delle sue lame prima di cominciare a fare sul serio. Vino (tanto), dadi e balli in maschera sono l’ariete di cui la Austen si serve in questo racconto per assestare, con un sorriso un po’ bastardo, le prime crepe al muro della frivolezza e dei vaneggiamenti degli abitanti di Pammydiddle, villaggio in cui vedove, nobili e ragazzette sospirose passano la giornata a non fare nulla oltre a sbevazzare, spettegolare e dire assurdità. Il tutto condito, in quest’edizione, dalle illustrazioni originali dell’artista inglese Andrea Joseph: e se avete presente la qualità generale delle illustrazioni Donzelli, posso anche fermarmi qui. La scheda la definisce “una Austen esilarante e paradossale come non l’avete mai vista”; dalle premesse, secondo me possiamo aspettarci persino di più.