Recensione
Fiorella Iannucci, Il Messaggero, 21/10/2010

Il mondo segreto dei bambini

Il grande autore-illustratore tedesco parla dell'infanzia HEIDELBACH E mentre escono in Italia i suoi curiosi "abbecedari'' e dell'intera gamma dei suoi sentimenti il Goethe Institut gli dedica una mostra Il mondo segreto dei bambini di FIORELLA IANNUCCI Stanze che delimitano spazi domestici, ma soprattutto interiori. Oggetti. tavolini, asciugacapelli, spazzole, coltelli, cinture, martelli, scolapasta, scatole di cartone che diventano un'altra cosa nelle mani dei bambini. Meglio, nei loro giochi. E ancora: il tempo dilatato dell'infanzia, colto attraverso i dettagli di una tappezzeria di una coperta, che amplifica lo stato d'animo, o il sogno, di una bambina. Sono belle e complesse le tavole di Niko; laus Heidelbach, esposte da oggi al Foyer del Goethe Insti-tut (via Savoia 13; fino al 20 novembre; alle 18 l'autore verrà presentato da Goffredo Fori, Suzanne Maiello e Ilaria Tontardini). Bambini dalla a alla z, questo il titolo della mostra, la prima in assoluto in Italia del pluripremiato il-lustratore-au-tore tedesco (vincitore, tra l'altro, del Bologna Ragazzi Award nel 2005). Ed è davvero curioso che nella trentennale produzione di Heidelbach, rivolta sia ai bambini che agli adulti («oltre cinquanta libri, tra quelli illustrati e quelli scritti», sorride l'artista), solo uno sia stato pubblicato in Italia (sono sue le tavole per il Nuovo Pinocchio di Christine Nóstlinger, edito da Nuove Edizioni Romane). Lacuna finalmente colmata dall'editore Donzelli (tra gli organizzatori della mostra romana, insieme a Hamelin Associazione culturale e alla Biblioteca Europea) che proprio oggi manda in libreria Cosa fanno le bambine?(19,50 euro), abbecedario cult (insieme a Cosa fanno i bambini?, di prossima pubblicazione) dell'autore-illustratore di Colonia.

Come sia nata, nel 1993, l'idea degli abbecedari è presto detto: «Allora, come ora, quella che viene rappresentata non è un'idea realistica dell'infanzia. I miei albi non sono pensati per i più piccoli, ma per bambini di 8-9 anni, e soprattutto per i loro genitori: un modo per svelare il mondo segreto dei loro figli». Un mondo fatto di giochi solitari e concentrazione, di paure e fantasie, di progetti e ritualità, di prove di coraggio e di scoperta del proprio corpo, ma anche di una certa predilezione per il macabro, la "cattiveria", l'egoismo. «Ci tengo a rappresentare l'intera gamma dei sentimenti dell'infanzia:

presuntuosa, malvagia, antipatica, onnipotente e non solo e semplicemente "buona", come tutti ci vogliono far credere», dice Heidelbach.

Per fare questo, l'artista ha costruito su due pagine frontali i suoi abbecedari: sul primo foglio c'è, in ordine alfabetico, il nome proprio del bambino (Amelia, Brigida, Cornelia ecc.) e quello che sta per compiere (mangia un panino, esce, fa una trappola di caramelle ecc.). Accanto, c'è la tavola con la rappresentazione di quell'azione, che però quasi mai corrisponde a quello che il lettore (adulto) si aspetta. All'effetto di spaesamento, si aggiungono poi elementi fantastici (una enorme trota che fluttua sul letto di una bambina che dorme, animali veri e immaginari, "mostri" e giocattoli) che rendono davvero inconfondibili le tavole minuziosissime di Heidelbach.

Quello che colpisce ancora in questi albi, è l'assenza degli adulti. Ride Heidelbach: «Quando ho realizzato gli abbecedari non ero interessato al confronto adulti-bambini. ma al comnortamento dei singoli bambini. Comunque l'osservazione non è del tutto vera. Ci sono anche i genitori di Virgilio in quella illustrazione...». E indica la tavola dove un bambino mangia accanto a due robot... .

Ma i bambini sono più realisti o immaginifici? «Li amo perché sanno muoversi tra fantasia e realtà. Un gioco pericoloso per qualsiasi adulto», è la risposta dell'artista. Che, non a caso, cita Sendak e Ungerer, i geniali bastian contrari della letteratura per ragazzi. «Fanno parte di quel 5% di autori-illustratori davver ro utili per l'infanzia», afferma. E, di sicuro per noi, ora se ne aggiunge un altro: Nikolaus Heidelbach, maestro di realismo.