Recensione
Tobia Merlo, Insideart, 01/06/2010

La favola dell'altro Elvis

Quella di Elvis Presley, a pensarci bene, è già in se stessa una favola. Strano però che nessuno abbia mai pensato, prima d'ora e fra le miriadi di ciarpame sfornate sul suo conto, di raccontare la vita del re del rock proprio con gli stilemi di questa universale forma narrativa. La brevità e l'apparente semplicità , le sfumature popolari, la trasfigurazione fantastica dei personaggi e degli avvenimenti. Quella sospensione della credulità su cui si fonda il presupposto stesso del racconto, illustrato o meno. Quel tenero non chiedersi perchè. Tutti aspetti che investono l'albo firmato dalla disegnatrice francese Rébecca Dautremer, già autrice di successi editoriali grazie alle sue sofficissime tavole confezionate per il rivoluzionario Cyrano e la sdentata Babayaga, il titolo dell'ultimo lavoro non lascerebbe dubbi: Elvis. Eppure dentro c'è un'altra storia, un altro Presley, un'altra forma di racconto. Né "biopic" né esercizio di stile. C'è , piuttosto, una favola in cui s'impastano senza sosta le foschissime paludi del Mississippi, le chitarre che strillano il blues del suo delta e la Cadillac rosa con cui uno sprovveduto strimpellatore in erba muove verso Ovest alla ricerca della fortuna. E ancora gli strampalati incontri "on the road" che danno all'albo un vago sapore western. Sembra quasi un prequel, il lavoro della Dautremer, sostenuto dai secchissimi testi del marito Tai-Marc Le Thanh: si racconta il tortuoso percorso che da Tupelo ha traghettato "the Pelvis" sul tetto del mondo, prima che negli hotel più scintillanti di un'accecante Las Vegas. Questo respiro che si espande dalle tavole - tutte incipriate di colori caldi , sfumature della terra e del deserto made in Usa - nasce dalla scelta dell'autrice di affidarsi a scene ampie, nelle quali il ragazzo Elvis si vede e non si vede, scompare e riappare nel contrappunto tra dettagli, primi piani e piani lunghi, panoramiche che farebbero la loro figura, se fossero scatti fotografici, in una sequenza dei fratelli Cohen. Elvis è la prova inconfutabile che nell'arte, perchè di questo si tratta per la Dautremer, non conta tanto ciò di cui si parla. Il segreto, e il sapore, stanno nascosti in come se ne parla.