Recensione
Redazione, Il Riformista, 16/10/2010

Il fratello buono del federalismo

E' possibile un federalismo diverso da quello proposto dalla Lega Nord e dall'attuale maggioranza di governo? In questi giorni Donzelli ha intelligentemente ripubblicato "Stati Uniti d'Italia" di carlo Cattaneo (prefazione di Nadia Urbinati), uscito per la prima volta nel 1945 a Liberazione appena avvenuta con l'introduzione e la benedizione di Norberto Bobbio. Cattaneo aveva un sogno da contrapporre alla oppressiva deriva "asiatica" e statalista: gli Stati Uniti d'Italia, che avrebbero donato libertà , prosperità e dignità al cittadino del Belpaese e che sarebbero dovuti andare di pari passo alla nuova anima repubblicana nata dalle ceneri del fascismo. Il progetto di Cattaneo, contrario alla forma dell'Unità realizzata nel 1861, non andò a buon fine e lui decise di andare a morire pochi anni dopo nell'ultrafederalista Svizzera. Oggi ritorna il suo messaggio, federalista ma universale nei suoi buoni propositi, perchè lo Stato unitario non può soffocare le singole autonomie e soprattutto le singole città, il "principio ideale della storia italiana", secondo Cattaneo. A dimostrazione del fatto che l'anima del federalismo non sono gli egoismi territoriali, bensì la pace a la libertà di ogni singolo cittadino.