Recensione
Carmine Fotina, Il Sole 24 Ore, 29/09/2010

Labirinto incentivi per le imprese

Un errore che si ripete o un'opportunità mancata? Si potrebbe discutere all'infinito di politica industriale ponendosi sempre lo stesso quesito, ma per trovare una risposta forse serve analizzare nel dettaglio l'offerta di incentivi e sostegni alle imprese. Duecentosessanta provvedimenti, tra nazionali e regionali, rappresentano il quadro in vigore secondo l'analisi della società di ricerca indipendente Met. Un profluvio di misure, talvolta rimaste senza finanziamenti, in altri casi inutilmente sovrapposte tra loro, che da diversi mesi è all'esame del ministero dello Sviluppo economico per una riforma che riduca all'osso le opzioni rendendole più efficaci. Lo studio è destinato a diventare un nuovo spunto per i tecnici del ministero che tra pochi giorni potrebbe vedere nominato il suo nuovo titolare. La riforma, per la quale il governo ha una delega che scadrà all'inizio del 2011, guarderà con attenzione alle agevolazioni per il Mezzogiorno costituendo parte del piano Sud coordinato dal ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto. Stime recenti avevano misurato la rete degli incentivi in oltre 1.200 interventi, tra nazionali e regionali, ma l'analisi del Met, contenuta nel libro "Fatti in cerca di idee" di Raffaele Brancati (in uscita domani per Donzelli editore), si concentra sugli interventi per l'industria in senso stretto, escludendo le somme a valere sulla cassa integrazione, quelle per la formazione del personale, gli incentivi per i consumatori (come quelli che, come residuo della campagna da 300 milioni, potrebbero essere redistribuiti tra scooter, banda larga eccetera). Duecentosessanta interventi, si diceva, con l'apice di circa 30 misure in ogni area regionale senza particolari differenze e in diversi casi finanziate con importi trascurabili. Ce n'è abbastanza per semplificare, forse puntando – come richiede il mondo delle imprese – soprattutto su strumenti automatici come il credito d'imposta. Nel 2009, in termini di erogazioni e non di concessioni, gli incentivi alle imprese sono scesi a 3,7 miliardi di euro rispetto ai 4,3 miliardi del 2008 (-12%), soprattutto per il rallentamento della legge 808 per l'aeronautica che è stata a lungo la fetta più ampia della torta. C'è di tutto: dal set per la ricerca (Far, Fit, Pia innovazione) al credito di imposta per investimenti nelle aree depresse, ai contratti di programma, all'imprenditorialità giovanile. Secondo lo studio, c'è un reale problema di risorse, in calo, ma preoccupa soprattutto la governance, il sistema di «criteri distorti» e di «meccanismi attuativi» troppo farraginosi. L'analisi va infatti oltre i numeri, seminando un dubbio sulle teorie "catastrofistiche" in termini di politica industriale. La tesi di fondo è che non si può ridurre tutto a due sole soluzioni: considerare le politiche di sostegno inutili e quindi azzerarle oppure giudicarle valide in assoluto. Si parla di «"abbandono culturale" del supporto pubblico alle imprese prima ancora che finanziario»; si citano dati che dimostrano come, negli anni della crisi, paesi concorrenti come Francia e Germania, ma anche la Gran Bretagna tradizionalmente più lontana dalla cultura dell'intervento pubblico, abbiano mostrato più fiducia nelle azioni di policy dedicate alle imprese. Soluzioni? Il quadro di finanza pubblica difficilmente concederà a breve clamorose inversioni di tendenza rispetto all'andamento decrescente delle risorse. Per questo, e sarà probabilmente anche l'intento del ministero, si ripartirà innanzitutto dalle modalità di selezione e di erogazione, cercando di semplificare il numero di strumenti e di tagliare tempi che nei casi peggiori, secondo l'analisi Met, tra l'approvazione di un provvedimento di legge e le prime spese a favore dei privati sfiorano i quattro anni. «Serve selezione – commenta Brancati – dando priorità, almeno in una certa misura, al sostegno delle imprese più propense a competere». Queste ultime sono essenzialmente quelle che durante la crisi hanno rischiato investendo in internazionalizzazione o innovazione; a volte in entrambi i campi secondo una logica di causa-effetto: per crescere all'estero bisogna innovare