Recensione
Paolo Griseri, La Repubblica, 02/10/2010

L'impossibile Italia degli 8000 comuni

Incerta di fronte all'ennesimo dilemma della sua storia, l'Italia rischia di uscirne ancora una volta secondo l'antico schema "né...né" che tanti guai ha già prodotto in un passato recente. Quello che Marcello Fedele (ordinario di sociologia dei fenomeni politici alla Sapienza di Roma) definisce il "federalismo all'italiana" stenta da tempo a diventare realtà. L'obiettivo dovrebbe essere di sostituire l'odierna confusione di competenze dove il modello delle autonomie municipali si sovrappone a quello delle autonomie regionali e ai residui del centralismo fascista. Il fatto è che nessuno dei modelli che si sono sovrapposti al precedente ha tolto sovranità ma ha anzi finito per aggiungerne producendo il rischio dei continui incrociati. In Italia i comuni erano 8.832 nel 1871 e oggi sono rimasti a quel livello:8.094. Un numero esorbitante se si pensa che in Brasile i comuni sono circa 5.500 e in Messico 2.400, quanto quelli del Piemonte e della Lombardia. "Nel passaggio al trinomio Stato-regioni-enti locali - scrive Fedele - questi ultimi debbono di volta in volta riferirsi al primo, alle seconde o anche a entrambi. Un sistema del genere è destinato a non funzionare.