Recensione
Elisabetta Bolondi, www.sololibri.net, 30/09/2010

Una fiaba inedita di William Faulkner

Difficile credere che Faulkner, l’autore di “The sound and the fury” (L’urlo e il furore) , così drammaticamente cupo e complesso, abbia avuto l’ispirazione di scrivere una fiaba, lieve e fantasiosa, originale e innovativa, dedicata a Victoria, la bambina figlia della sua compagna, in occasione del suo ottavo compleanno. Pur essendo una favola onirica “L’albero dei desideri” si offre ad una lettura molteplice: un aspetto simbolico, una serie di citazioni letterarie (Alice nel paese delle meraviglie sottende l’intero testo), un lato quasi psicoanalitico.

La fiaba per bambini nel corso della narrazione si trasforma in un labirinto di pensieri complessi sui temi del desiderio, dell’egoismo, della generosità, dell’utilità, della famiglia. Il sogno nel quale cade la piccola Dulcie, che occupa quasi l’intera narrazione, sottintende un’idea del mondo che si conclude con la comparsa della figura mitica di San Francesco, dispensatore di saggezza e di bontà, circondato dai pasoliniani Uccellini, simbolo di ingenuità e leggerezza. Dulcie di sveglierà felice, con la mamma che l’accarezza, il fratellino con cui generosamente dividerà la gabbia dell’uccellino, unica presenza reale che sopravvive al sogno.

La particolarità di questo libro, uscito nella collana Wallpaper Donzelli, è la parte illustrata dal brasiliano Guazzelli, che ha scelto una bicromia, il blu e il glicine, per riprendere il testo alla lettera: “Dulcie vide una soffice nebbia grigia che sapeva di glicine…..la foschia era come una gran tenda sopra e intorno a loro, una sottile brezza calda ci soffiava dentro, profumata di glicine…”

Testo ed illustrazioni, sogni di bambini, turbamenti di adulti, tutto insieme in questa piccola scoperta letteraria, per la prima volta pubblicata in italiano, con traduzione puntuale di Luca Scarlini.