Recensione
Barbara De Amicis, Leggere Tutti, 01/09/2010

Le estasi del quotidiano: Teresa d'Avila

Le estasi del quotidiano , attraverso la figura di Teresa d'Avila, mistica spagnola che sconvolse la sua epoca e oltre: una tematica complessa dalle molteplici sfaccettature che la scrittrice e psicanalista Julia Kristeva ha saputo ben sviscerare nel suo testo inedito proposto nella serata conclusiva del Festival delle Letterature a Roma. Ma il suo interesse verso questa figura è ben presente anche nella sua opera "Teresa, mon amour", pubblicata nel 2008 da Donzelli editore. La protagonista, Sylvia Bataille, psicanalista di mestiere, chiaro alter ego dell'autrice, come lei cade in un irrefrenabile trasporto per la santa, scoprendo l'amore per Dio dentro di sé. "La nostra generazione ha una responsabilità nei confronti della tradizione culturale, verso cui è necessario attuare, come fecero Freud e Nietzsche una trasvalutazione e in questo senso ho scelto la forma del romanzo, forma di espressione che meglio si addice a tale azione perchè l'immaginario letterario è una forma estrema di pensiero". Kristeva, ritiene che solo partendo da questa trasvalutazione delle relazioni e delle culture si possa ripensare e affrontare in modo decisivo le crisi che incombono sulla nostra società , e che alla base hanno uno scontro tra le religioni. Teresa d'Avila, nata nel 1515, è vissuta all'epoca di Erasmo e Lutero, quando le fedi tradizionali vennero messe in discussione dalla loro azione. E anche Teresa inserisce in questo quadro, dipingendo la sua espeienza di fede e corpo, definita mistica che travalica ogni limite fino a raggiungere l'estasi per la quale sarà sottoposta all'Inquisizione....."La proposta di Teresa è sconvolgente. Lei contribuì in modo significativo alla rivoluzione barocca. Teresa d'Avila è una grande scrittrice e io voglio dimostrarlo. Voglio metaforicamente starle vicino, ascoltarla per darle una nuova rappresentazione, diversa da quella di eccesso che le hanno attribuito i freudiani. L'azione di Teresa non si limita agli organi sessuali, ma trasporta il corpo nell'infinito del senso, in un trasporto verso l'Altro".