Recensione
Annalena Valenti, Tempi, 08/09/2010

Emil e Nicolas, per tornare alla realtà

Un po’ perché mi hanno chiesto titoli di libri da far leggere ai bambini, un po’ perché un articolo di Langone mi ha fatto meditare sulla discriminazione per cui ho sempre snobbato la maggior parte dei libri per bambini di odierna produzione. Parafrasando quel che dice il giornalista sull’architettura, ciò che noto di più nell’odierna letteratura infantile è “la mancanza di dettagli che possano connetterla ai sensi umani”, maniera superba di definire la mancanza di legami con il cuore della realtà. Si parla di cose reali,ma la realtà non parla in sé: in compenso parlano morali su morali, quelle dello scrittore. Un po’ perché ho già nostalgia del mio Giò, partito per un campo scout, così mi consolo leggendo e regalandovi le avventure di due discoli come lui, Emil e Nicolas. Il loro mondo, la famiglia, gli amici, la scuola, tutto è continuamente stravolto dalla loro esuberanza, la realtà è imprevedibile, il punto di vista con cui viene visto il mondo è il loro per cui anche i dettagli hanno senso. Gli adulti non sono figure negative, bensì persone da ammirare, temere, seguire. L’incontro-scontro con la realtà, la vita come avventura è possibile perché qualcuno ti vuole bene