Recensione
Fiorella Iannucci, Il Messaggero, 26/08/2010

Il mondo rovesciato dei sogni

Che regalo speciale quello fatto da William Faulkner alla piccola Victoria per il suo ottavo compleanno. Una fiaba, scritta in mano e in bella copia, che con piccole modifiche lo scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1949, regalerà più volte ad altri bambini. Un testo redatto nel 1927, ma pubblicato solo nel 1967, dedicato alla figlia del primo matrimonio di Estelle Oldham Franklin, la compagna di giochi dell’infanzia, la donna da sempre amata, che l’autore de “L’urlo e il furore” si apprestava finalmente a sposare. Non a caso la protagonista della favola è una piccola coetanea di Victoria, Dulie, che la sera prima del suo compleanno entra nel letto col piede sinistro e gira il cuscino prima di dormire, ed allora “può succedere di tutto”. Proprio come nei sogni, perché è di questo che stiamo parlando. “L’albero dei desideri” (Donzelli, traduzione di Luca Scarlini)acquista, in questa raffinata edizione illustrata da Eloar Guazzelli, persino i colori che dominano il paesaggio onirico: il blu e il viola dei glicini, il cui profumo si irradia lungo tutto il racconto. Un’occasione, dunque, per riconoscere, in un testo poco noto pensato per una bambina, lo stile e la forza della scrittura del Nobel americano, innamorato della natura prorompente, di quelle grandi case decadenti tipiche del suo Mississippi. A partire dall’incipit: memorabile descrizione d’un dormiveglia in cui ci ritroviamo, tutti, “come un pesce rosso in una boccia rotonda boccia di sonno”.Va da sé che la materia dei sogni, e della Fiaba, è volubile e cangiante. E Dulcie, come “Alice nel paese delle meraviglie”, si ritroverà nel mezzo di un mondo rovesciato e imprevedibile, sospeso tra realtà e nonsense, in compagnia di una piccola brigata di bambini e adulti decisi a trovare quello straordinario Albero che può esaudire ogni desiderio. Guidato da Maurice, il ragazzino dai capelli fiammeggianti capace di “soffiare” la vita nei giocattoli che cela nella sua cartella, l’eterogeneo gruppo di esploratori si troverà al cospetto dell’albero più incredibile che si possa immaginare, le cui foglie, interamente bianche, si colorano dei desideri di chi le tiene fra le mani. Eppure non lo riconosceranno. Di più. Useranno quelle foglie così maldestramente da cacciarsi ogni volta nei guai. Proprio come “Alice” , rimpiccioliranno al punto da subire l’attacco di una ghiandaia azzurra “grande il doppio di un’aquila” e saranno travolti da un terremoto provocato da una talpa alle prese con i suoi scavi. E se alla fine è uno straordinario San Francesco, letteralmente coperto di uccelli, mobili e fruscianti “foglie di millecolori diversi”, a svelare il segreto dell’Albero dei desideri, alla piccola Dulcie non resterà che l’incanto di un uccellino azzurro, prezioso regalo di compleanno che l’attende al suo risveglio. Al lettore più smaliziato, l’eleganza e l’humour di un fuoriclasse della letteratura, capace di regalare sogni.