Recensione
Redazione, Notiziario CDP, 01/04/2010

Le radici dell'Italia di oggi

Guido Crainz cerca nella storia concreta della repubblica, le radici dell’Italia di oggi. L’analisi si sofferma soprattutto sulla “grande trasformazione” che ha inizio negli anni del “miracolo” e prosegue poi nei decenni successivi: con la sua forza dirompente , con le sue contraddizioni profonde, con le sensazioni che innesca. In assenza di un governo reale di quella trasformazione, e nel fallimento dei progetti che tentavano di dare a essa orientamento e regole, si delinea una “mutazione antropologica” destinata a durare. Essa non è scalfita dalle controtendenze pur presenti – di cui il ’68 è fragile e contraddittoria espressione – e prende nuovo vigore negli anni ottanta, dopo il tunnel degli anni di piombo e il primo annuncio di una degenerazione profonda. “Mutazione antropologica” e crisi del “Palazzo” – per dirla con Pier Paolo Pasolini - vengono così a fondersi : in questo quadro esplode la crisi radicale dei primi anni novanta, di cui il tumultuoso affermarsi della Lega e l’esplosione di Tangentopoli sono solo un sintomo. Iniziò in quella fase un radicale interrogarsi sulle origini e la natura della crisi, presto interrotto dalle speranze in una salvifica “Seconda Repubblica” : speranze destinate a lasciare presto un retrogusto amaro. Non prese corpo allora un’alternativa credibile, capace di dare uno sbocco reale a tendenze ed energie pur presenti , di arginare le derive e di ravvivare responsabilità civili. Comprendere appieno questo processi e le loro conseguenze è condizion e necessaria – sostiene Crainz – per misurarsi con un’Italia che è destinata a durare.