Recensione
Fiorella Iannucci, Il Messaggero, 02/08/2010

La favola bella di Tristano e Isotta

E’ Un mito che dura dal Medioevo, la storia di Tristano e Isotta. Storia d’amore, certo , e tra le più struggenti. Raccontata in versi e in musica, diventata miniatura, arazzo, opera d’arte. Si fa fiaba illustrata , ora, destinata a grandi e bambini, grazie al lavoro a quattro mani di Béatrice Fontanel e Aurélia Fronty (Tristano e Isotta, Donzelli , 24 euro). Il ritmo della narrazione , che è quello degli antichi cantastorie (“Ascoltate gente, ascoltate la storia / del valente Tristano e della dolce Isotta/ che si amarono così tanto che oggi ancora / si sente dal fondo della nostra memoria / il loro cuore battere all’unisono”), si sposa perfettamente con le tavole della Fronty, dove le esili figure degli amanti galleggiano nel colore, come in un sogno. Ci sono tutti i personaggi del mito, in queste pagine. C’è Marco, re di Cornovaglia e zio di Tristano, che lo vorrebbe suo erede. C’è il gigante Moroldo che reclama per conto del re d’Irlanda “un tributo ai bambini da condurre in schiavitù”. Ci sono terribili draghi e nani infidi, ancelle fedeli e lebbrosi pronti a farsi carnefici. Soprattutto ci sono loro, Tristano e Isotta, che un filtro magico fa innamorare perdutamente. Sfideranno le convenzioni e l’ira del re Marco, legittimo sposo della bionda Isotta. Verranno condannati a morte e fuggiranno insieme nascondendosi agli occhi degli uomini. Si divideranno, sconfitti e traditi dalla magia. E solo allora sapranno di amarsi davvero. Perché l’uno non può vivere senza l’altra e la distanza li renderà ancora più vicini. Storia d’amore e morte, che “attraversa il tempo/ fresca come il biancospino”. Che si racconta “da più di mille anni” e per mille anni ancora