Recensione
Simone Arminio, Terra - Quotidiano di informazione pulita, 30/07/2010

La stagione del successo

Con “Odio l’estate” Paola De Simone racconta la storia della canzone italiana più suonata al mondo, portata al successo da Bruno Martino ma in Italia presto dimenticata.

Qual è la canzone italiana più suonata al mondo? Tenetevi forte, poiché non si tratta né di “Nel blu dipinto di blu” né di “O sole mio”. Il suo nome è invece “Odio l’estate”, una canzone scritta nel 1960 da Bruno Martino e Bruno Brighetti, e lì subito dimenticata. Ciò, sia ben chiaro, è quel che accade in Italia. Poiché nel resto del mondo, “Odio l’estate” (o semplicemente “Estate”) è stata suonata e osannata così tante volte da trovarsi oggi a buon diritto e unica italiana, nell’Olimpo degli standard jazz internazionali. La sua storia, straordinaria almeno quanto sconosciuta ai più, ci è restituita da Paola De Simone, in un libro intitolato, per l’appunto, “Odio l’estate” (Donzelli). Ed è un racconto affascinante e poetico il suo, introdotto dalle parole devote di Vinicio Capossela e arricchito dalle dichiarazioni inedite di Bruno Brighetti (autore del testo) e dal ricordo di Fiorelisa, moglie di Bruno Martino, scomparso nel 2000. Parla di una canzone nata senza pretese in una camera d’albergo napoletana, in un giorno di febbre e di calura. Ed è il pretesto per restituirci un’epoca fatta di night club fumosi e di jazz proibito , e un dopoguerra di spensierata rimozione in cui odiare l’estate, davvero, non era concesso. “Come poche altre canzoni – spiega Paola De Simone – “Estate” ha in sé la malinconia dell’autunno, la forza dell’inverno, la speranza della primavera e il pretesto dell’estate”. “Che una canzone così avrebbe avuto più incisioni di Nel blu dipinto di blu – le chiosa Bruno Brighetti – non me lo potevo immaginare”. Infatti, così non fu, almeno fino al 1977, quando un musicista del calibro di Joao Gilberto, così poco avvezzo alle cover, la scoprì e ne incise una sua versione, scoperchiando un autentico vaso di pandora. Negli anni, “Odio l’estate” l’hanno cantata davvero tutti: centinaia di esibizioni e altrettante incisioni illustri, da Chet Baker a Michel Petrucciani, dagli Stati uniti alla Francia passando per Brasile, Danimarca, Giappone e Repubblica del Kirghistan. Un successo mondiale e un disinteresse italiano che per la De Simone sono entrambi da ricercare proprio nella sua anima jazz: “ A canticchiare questa canzone in Italia sono in tanti, ma a sapere che è stata scritta da Bruno Martino e Bruno Brighetti sono davvero in pochi. Viceversa, se fai il nome di Martino e Brighetti nell’ambito jazz internazionale, la gente si inchina e si toglie il cappello”. E se profeta in patria non lo è mai stato nessuno, la speranza è che, parlandone, le cose anche qui possano lentamente cambiare