Recensione
Redazione, IGN Portale ADNkronos, 15/06/2010

Presentazione di "Nove dimissioni e mezzo"

Mario Pannunzio la faceva firmare con uno pseudonimo maschile, Leone Paganini. Leone, per il coraggio di quella ragazza minuta arrivata da Reggio Calabria a Roma nel 1956 con il pallino del giornalismo. Paganini perche' Pannunzio sviolinava nell'aria con le sue mani bianche, curatissime, ed era detto tutto! Tempi favolosi, vivevo nel miracolo. Adele Cambria, 'giornalista ribelle', dal 'Mondo' al 'Giorno', dalla 'Stampa' a 'Paese sera', 'Il Messaggero', 'L'Espresso', 'L'Europeo', 'L'Unita, racconta gli ultimi 60 anni di giornalismo italiano nel libro 'Nove dimissioni e mezzo', edito da Donzelli. Una vita passata a rincorrere e intervistare i grandi della cultura e del jet-set - da Sartre a Soraya, da Grace Kelly a Pasolini, che la volle in tre dei suoi film. Il racconto di una vita al servizio della scrittura e dell'adrenalina della notizia'', un rutilante susseguirsi di fatti, aneddoti e retroscena di un paese alle prese con la modernita', senza esitare a dimettersi quando le sembrava l'unica scelta possibile. Da qui il titolo 'Nove dimissioni e mezzo'.

Del libro, che si presenta, dice Cambria, come un 'buffet a' la carte', parleranno Antonio Debenedetti, Toni Maraini, Gianluigi Melega, Bert Treffers. Giacomo Marramao introdurra' la conversazione a piu' voci (quella dell'autrice compresa), giovedi' prossimo alla Sala Mattei della Fondazione Baso a Roma.