Recensione
Elisabetta Bolondi, www.sololibri.net, 14/06/2010

Profumi d'oriente

Ho conosciuto Zena a Torino, dove il suo libro veniva presentato al Salone del Libro. Una forza della natura, un entusiasmo, una voglia di vivere e di colorare il mondo che il suo libro fedelmente racconta. Una giovane donna piena di estro, di capacità creativa che traspare dalle sue istallazioni, che lei stessa, in alcune pagine del romanzo, definisce Kitch, ma che in realtà sono semplicemente la estrinsecazione artistica della sua spumeggiante personalità. Zena scrive in inglese, è nata a Londra e ha vissuto in Nigeria, ma il suo unico grande amore è la città di Beirut. Spesso gli scrittori si identificano con una città, penso alla Istambul di Pamuk, alla Gerusalemme di Yehoshua, alla Roma di Moravia, ma l’amore sensuale che unisce l’autrice a Beirut è qualcosa di profondamente viscerale: l’aria, le spiagge, i locali, il traffico, i negozi, tutto di Beirut la entusiasma: lì ha vissuto con la sua più cara amica, il primo amore, la sua famiglia....in quel luogo sempre rimpianto ha visto la guerra, l’ingiustizia, le lotte intestine, la violenza degli israeliani, gli scontri religiosi, la malattia e morte di Maya, ma mai le è venuto meno il trasporto e l’empatia per un luogo che diviene nelle sue pagine, talvolta descrittive, talvolta oniriche e lussureggianti, il luogo dell’anima. La struttura complessa dalla storia raccontata, il suo tornare continuamente indietro, il racconto di diverse vite , il soggiorno a New York mentre cadevano le Torri Gemelle, le descrizione dei suoi numerosi incontri sentimentali /sessuali, l’amore per la famiglia e per le sue radici, la ceretta in una appartamento di Beirut, le email drammatiche durante la guerra, tutto viene mescolato in una specie di caleidoscopico repertorio che rassomiglia ad un bazar, dove si mischiano cose belle e paccottiglia, stracci e perle, parole letterarie e discorsi di registro colloquiale, grandi amori e rapporti subito consumati...

Un libro che si legge con curiosità, contagiati dalla passionalità della protagonista che non si risparmia e non ci lesina particolari scabrosi insieme a pagine davvero liriche. Brava Zena e grazie della sua voglia di vivere, e brava anche la sua traduttrice, che ci regala un libro di grande originalità.