Recensione
Elisabetta Bolondi, www.sololibri.net, 28/05/2010

Fantastico, fiabesco, magico

Il piccolo volume appena uscito ha le illustrazioni di Arthur Rackham, una garanzia di grande qualità per chi è appassionato di grafica. Le immagini riempiono le pagine di questo racconto breve, in cui il genere fantastico si sposa con i temi più classici della letteratura americana: la giovane ereditiera in cerca di marito, il potente di turno che la otterrà dopo una lotta con il nemico più debole e indifeso; questi è il protagonista, il maestro Ichabod Crane, una specie di magro spaventapasseri, poverissimo cantore di salmi per sopravvivere. Ma nella vallata detta Sleepy Hollow, dove si svolge il racconto, circola una leggenda paurosa quanto veritiera: una cavaliere senza testa sembra aggirarsi di notte, in sella ad un destriero focoso e velocissimo, terrore degli abitanti del luogo. Il povero maestro, convinto ammiratore della bella Katrina Van tassel, pensa che riuscendo a sposarla potrebbe finalmente uscire dalla miseria estrema che ne attanaglia l’esistenza... ma in quella valle, come insegna il libro sulla stregoneria di Cotton Mather, conosciuto da tutti gli abitanti della zona, i pericoli sono in agguato, le case sono fatte oggetto di fatture misteriose, l’atmosfera sembra stregata. Non ci sarà lieto fine al racconto, e la strana scomparsa del maestro darà vita ad una serie di ulteriori fantasie. La verità non verrà mai fuori, ma l’occasione della scomparsa misteriosa del maestro in una notte ovviamente tempestosa, consentirà di bruciare tutti i libri e i pochi versi che lo sfortunato Crane aveva dedicato alla bella Katrina, con la scusa che la lettura e i libri fanno male. Questa è la lezione che viene da Irving, che mette in evidenza come la nascente società americana fosse preda della magia e della stregoneria, di fantasmi e leggende, mentre la scuola poteva benissimo essere eliminata e con lei la figura del maestro. Un racconto emblematico, tradotto con maestria e consumata eleganza da Igina Tattoni.