Recensione
Salvatore Mannino, La Nazione - Arezzo, 02/03/2010

Il 1946 delle donne

Il 1946 è l’anno di una celebre Topolino amaranto (quella di Paolo Conte) , ma è soprattutto l’anno della Repubblica, della Costituente, delle prime elezioni libere dal 1921 e del voto alle donne. Quattro elementi che sono accomunati da una sola data : il 2 giugno 1946, quella del Referendum Monarchia-Repubblica e anche del voto per l’assemblea generatrice del nuovo ordine cui è chiamata a partecipare anche l’altra metà del cielo. Ed è questo appunto il tema dell’ultimo libro di Patrizia Gabrielli, “Il 1946, le donne, la repubblica (Donzelli 27 euro)che viene presentato oggi nella Sala dei Grandi della Provincia. Per chiunque ad Arezzo sia appassionato di storia contemporanea quello di Patrizia Gabrielli è un nome che non ha bisogno di presentazione: docente di storia contemporanea e storia delle relazioni di genere alla Facoltà di Lettere del Pionta, affronta da sempre i temi di confine dell’età contemporanea, degli esuli antifascisti (il precedente “Col freddo nel cuore”) alle donne, di cui si è occupata in varie occasioni. Stavolta tocca al voto alle donne, ma è una questione che viene inserita in un più ampio spaccato di costume italiano del dopoguerra nel quale non mancano gustose pennellate di colore. A cominciare appunto dalla Topolino di Conte. Il suffragio femminile, fu suddiviso principalmente tra i tre partiti di massa, la DC, che poteva contare sul retroterra della tradizione cattolica e delle parrocchie, PCI e PSI che avevano alle spalle l’Udi, gloriosa associazione di emancipazione fiancheggiatrice della sinistra. Anche le donne più importanti elette alla Costituente appartenevano ai tre partiti. Tra le altre Maria Unterpergher (madre di Rosa Russo Iervolino) nella DC, Lina Merlin, che poi patrocinerà l’abolizione delle case chiuse, nel Psi, Teresa Noce, Rita Montagnana, Nilde Iotti nel Pci. All’appuntamento ci saranno il sindaco Fanfani, il Presidente della Provincia Vasai e gli assessori alla cultura Camillo Brezzi e Rita Mezzetti.