Recensione
Tino Cobianchi, IL POPOLO, 04/02/2010

Da leggere

Nel suo vivace e godibilissimo libro Vittorio Emiliani racconta le vicende che lo videro protagonista, insieme con un gruppo di amici durante gli anni universitari, sulla scena politica e sociale vogherese nel tentativo di animare la vita culturale e rimuovere le ingessature della sua città e quelle della società. Sullo sfondo dei fatti ricordati dal giornalista c’è innanzitutto la Voghera degli anni cinquanta “capitalina di frontiera dell’Oltrepò” con i suoi personaggi, i suoi riti e la sua vita di provincia, ma anche Pavia con l’Università “ricca di talenti e di baroni” e la vivacissima goliardia e infine la Milano del primo boom economico, “unica città europea di quell’Italia semirurale in un tumultuoso cambiamento” con la sua intensa vita culturale e professionale. Emiliani, rievocando i fatti del passato della sua città d’adozione, ne riporta alla memoria molti (come la nascita del “Cittadino”), ricordando i protagonisti, vogheresi e non, che con lui si sono battuti per avere “per città più moderne e avanzate, per atenei non più classisti, per un paese fuori dall’autarchia provinciale”, non mancando di tracciare un bilancio, “ a volte amaro, mai però sfiduciato” di quella singolare esperienza “ da riformisti e a volte da giacobini”