Recensione
Andrea Carraro, Il Messaggero, 21/12/2009

Cheever, Malamud e il suicidio del socialismo

PER queste feste natalizie consiglio un maestro della short-story, John Cheveer. Il suo Racconti Italiani (Fandango, pp.94 14 euro) è un libriccino aureo che contiene alcuni racconti perfetti di ambientazione italiana: come Brimmer, che narra, con economia di mezzi e una lingua semplice ma straordinariamente duttile e poetica, un viaggio transoceanico da New York a Napoli sul finire degli anni 50, tratteggiando un pugno di personaggi memorabili.

Con l’occasione si potrebbero rileggere anche le altre raccolte di racconti dello scrittore americano (che nelle misura breve non ha nulla da invidiare al fin troppo celebrato Raymond Carver): Il nuotatore, Ballata, Oh città dei sogni infranti, Il rumore della pioggia a Roma, sempre pubblicati dalla Fandango nella collana Mine Vaganti diretta da Sandro Veronesi. Segnalo anche un altro classico della letteratura americana del secondo novecento, Bernard Malamud, il cui romanzo Le vite di Dubin (Minimum Fax, pp. 553 15 euro), scritto nel 1979, è considerato una delle sue opere migliori. Il libro narra la storia di William Dubin, un biografo che vive in campagna con la moglie e, irretito dallo “scandaloso” D.H. Lawrence di cui sta scrivendo una biografia, si lascia sedurre da una domestica attraente di trent’anni più giovane di lui.

Per chiudere segnalerei un notevole saggio italiano: Il suicidio del socialismo (Donzelli, pp.152, 19 euro) del critico letterario Massimo Onofri, che stavolta si cimenta con la critica d’arte e la storia, disegnando un appassionante ritratto di un grande pittore italiano, Pellizza da Volpedo, autore del celeberrimo Il Quarto Stato, morto suicida nel 1907 in seguito alla scomparsa del figlio appena nato e dell’amatissima moglie.