Recensione
Massimo Barison, FusiOrari.org, 09/02/2010

Finalmente in Italia

Tra il 1926 e il 1928 Marc Chagall, maestro russo che qualche anno prima aveva iniziato una nuova vita da cittadino francese, ricevette dal mercante d’arte Ambroise Vollard l’incarico di illustrare, nel suo stile mai visto, un monumento della letteratura del Paese che lo aveva accolto: le favole di Jean De La Fontaine, risalenti alla fine del Seicento. Chagall, oltre a essere un artista di per sè rivoluzionario, si trovò a fare i conti con la prestigiosa tradizione di illustratori del famoso favolista che annoverava, tra i suoi campioni, incisori del calibro di Gustave Dorè e Jean Ignace Isidore Grandville, tanto grandi quanto distanti dal suo stile. Risultato di questa impresa furono cento acqueforti - di cui 65 colorate ad acquerello - che ben presto furono acquistate dai principali collezionisti d’Europa. L’esposizione (più o meno) integrale e poi la pubblicazione in volume dovettero così attendere, rispettivamente, la fine degli anni ’40 e poi il ’52, quando i critici, i musei, gli editori e gli amanti dell’arte in genere si accorsero definitivamente di ciò che Chagall rappresentava.

FINALMENTE IN ITALIA - Va a Donzelli il grande merito di pubblicare, per la prima volta in Italia, parte di quella felicissima combinazione di parole e colori. Nel volume da poco uscito in libreria troviamo infatti 43 frammenti del corpus lafontainiano, accompagnati dalle immagini che hanno ispirato: sebbene le favole di La Fontaine non siano esclusivamente una lettura per bambini, il pittore, che ha sempre avuto un occhio di riguardo per il racconto della propria infanzia e che con i suoi colori ha cercato di trasmetterne le emozioni al pubblico, mostra finalmente anche al lettore italiano la propria totale sintonia con la materia affrontata. L’immaginifica rassegna di tinte che si uniscono a creare le forme sembra seguire una sola “logica”, la stessa che aveva guidato, poco più di cinquant’anni prima, Rimbaud nel suo tentativo di identificare con un colore ciascuna vocale dell’alfabeto. La nuova traduzione italiana - opera di Maria Vidale - impreziosisce ulteriormente un’edizione che mantiene (particolare non trascurabile) un costo decisamente contenuto. La volpe di Guascogna, o di Normandia - così La Fontaine aveva ribattezzato lo sdegnoso animale che, nella favola di Esopo, accampava motivazioni pretestuose a giustificare l’incapacità di raggiungere un grappolo di uva troppo alto - è avvisata: non ci sono scuse valide per chi rinuncia a questo volume.