Recensione
Loredana Lipperini, loredanalipperina.blog_kataweb.it, 16/11/2009

L'altra faccia della medaglia

Ripensando alle discussioni della settimana scorsa, peraltro non nuove, provo a sottolineare l’importanza della questione maschile. Con un suggerimento di lettura: il bel saggio, appena uscito per Donzelli, dell’antropologa Sandra Puccini, autrice di Nude e Crudi. Puccini illumina contemporaneamente le due facce della medaglia della questione di genere, e sottolinea come la trasformazione del corpo femminile nell’immaginario abbia un’esatta controparte maschile. Più in ombra, ma i cui effetti possono essere devastanti. Perché se è vero che le donne sono svantaggiate per quanto riguarda l’occupazione, la rappresentanza politica, l’accesso a ruoli di responsabilità, la retribuzione, è vero anche che il modello maschile proposto oggi a giovani e giovanissimi è spaventoso. E’ come, scrive Puccini, “se non si potesse che essere o maschi o femmine secondo gli standard convenzionali di consuetudini ormai travolte dalle trasformazioni, senza scoprire doti nuove, senza rimescolare e rifondare le appartenenze, senza poter intraprendere percorsi inediti e originali per le identificazioni, inventare altri specchi, guardarsi da altri punti di vista”.

Con la differenza che, mentre i discorsi sulle donne sono tornati a uscire in primo piano anche sui media tradizionali, quelli sugli uomini continuano ad essere pochi, timidi, isolati. Invece, bisognerebbe cominciare, magari, a guardare e analizzare i modelli che dei due sessi sono stati proposti negli ultimi venticinque anni. Se con Drive In, scrive Sandra Puccini, irrompe una nuova immagine femminile incarnata dalle ragazze Fast food, quella maschile viene immessa nell’immaginario subito dopo, con i serial. In Dallas e Dinasty si diffondono contesti e modelli “che hanno dettato a Berlusconi le retoriche e gli scenari delle sue campagne mediatiche, incardinati al mito del miliardario donnaiolo e del self-made man”. Gli eroi dei serial sono alti, aitanti, abbronzati, muscolosi, “con i tratti del viso talmente enfatizzati da apparire quasi una parodia della bellezza virile”. Dopo Ridge, l’attenzione narcisistica per il corpo trascorre da un sesso all’altro, per culminare nei reality: i partecipanti sono ipermaschi e iperfemmine: sempre più muscolosi i primi, sempre più procaci le seconde, entrambi esibizionisti e fragili, e soprattutto eternamente giovani. La vecchiaia, in questa rappresentazione dei due sessi, viene nascosta, la decadenza naturale del corpo mascherata, ogni raffigurazione degli anziani quasi cancellata.

Anche le riviste rivolte al pubblico maschile esaltano il corpo. Sandra Puccini le sfoglia e analizza, verificando come i temi trattati siano tradizionalmente “femminili. Come raggiungere “un fisico da spiaggia” in sessanta giorni. Come combattere la calvizie. Quali sono i cibi afrodisiaci, quali le diete che aumentano la virilità. L’erotismo diviene ossessione, la forma fisica un dovere morale.

Non è dunque un caso che a uomini e donne le fotografie di moda propongano ben altri modelli. Non più bambolotti e bambolone, ma ragazzini e ragazzine appena usciti dalla pubertà, sempre con aria sofferente, difficilmente distinguibili per sesso se non grazie ad acconciature e abiti. Una cancellazione dell’identità di genere che spinge l’autrice a chiedersi se la problematica non sia ancora un’altra, e se “sotto la patina di modernità e spregiudicatezza, dietro l’ostentazione narcisistica di una raggiunta maturità sessuale” non si nascondano “bambini (e bambine) spaventati dall’idea di dover crescere”. Confinati in un’adolescenza interminabile fino alla vecchiaia, per poi scomparire in una zona morta che prelude alla morte reale: il dramma degli uomini e delle donne, oggi, è esattamente questo.