Recensione
Simona Maggiorelli, Terra, 24/12/2009

Senza luna a marechiaro. Il Sud oggi parla schietto

LETTERATURA. Il rinascimento della narrativa italiana parte dal Meridione. I nuovi autori praticano generi diversi per raccontare la loro terra. Ma hanno in comune il rifiuto delle stereotipie neorealiste e delle scorciatoie postmoderne. La formula, nuovo rinascimento, fu lanciata dalla fiera del libro Galassia Gutenberg con una serie di dibattiti sulla straordinaria fioritura che la letteratura nata nel sud d’Italia ha conosciuto negli anni 90. Ora gli emergenti di allora sono autori maturi e il panorama si è fatto più accidentato e complesso, fra romanzo sociale, noir, poesia e intrecci fra generi diversi. Lo racconta con acume critico Daniela Carmosino in un bel saggio dal titolo Uccidiamo la luna a marechiaro (Donzelli), Nel libro la studiosa traccia la mappa dei nuovi autori nati al Sud tratteggiandone le diversissime personalità, ma anche mettendo in evidenza la comune ribellione alle stereotipie neorealiste e la voglia di raccontare «l’indiscutibile novità delle nuove configurazioni sociali e antropologiche assunte negli ultimi decenni dal Mezzogiorno ».

Fra luci e ombre, fra vecchi annosi immobilismi e il coraggio di reagire di scrittori come Roberto Saviano. Così, in questo difficile processo di «riconfigurazione dell’identità», autori come Carmine Abate Bruno Arpaja, Gaetano Cappelli, Antonella Cilento, Diego De Silva (e con loro molti altri) sono riusciti a trovare una propria voce originale, rifiutando la resa incondizionata alla globalizzazione ma anche l’arroccamento alla tradizione. Mentre la nuova onda del Sud sta assumendo una gittata sempre più ampia.

La terra senza più rimorso Le pagine più belle su una Puglia contadina che si andava disgregando di fronte alla modernità ce le ha lasciate Ernesto de Martino. Pagine di puntuale ricerca sul campo su Sud, magia e fenomeni di tarantismo che avevano anche un sentore di epos. Lo stesso che si avverte (pur in forme assai diverse) leggendo alcuni autori che oggi vengono da questa terra. Una regione affascinante e ancora oggi percorsa da una sua febbre di opposizione alla modernità. Benché non si possa certo parlare di un movimento coeso, oggi il contributo che viene dagli scrittori pugliesi alla nuova narrativa italiana è notevolissimo. Nel libro E’ finita la controra. La nuova narrativa in Puglia (Manni editore) Filippo La Porta antologizza e racconta il lavoro di 19 autori (nati fra il’56 e l’86) dagli emergenti ai più maturi Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, Mario Desiati, Nicola Lagioia e Angela Scarparo.

I nuovi corsari napoletani Dalla collaborazione fra il festival Punta Corsara e l’editore Minimum Fax è nato il progetto Terre in disordine che intreccia linguaggi diversi scrittura, reportage fotografico e inchiesta sul campo per raccontare il nuovo volto della Campania di oggi. Un progetto che è diventato anche un omonimo libro inchiesta curato dai sociologi Maurizio Braucci e Stefano Laffi con Debora Pietrobono. Attraverso immagini e racconti cinque viaggi di inchiesta socia le in altrettante zone dell’hinterland di Napoli, di Salerno e di Caserta che lottano per uscire dal degrado ma che nelle testimonianze raccolte dai due ricercatori emergono tragicamente come terre segnate dalla camorra, ma anche dalla corruzione politica e dalla “rapinosità” di imprenditori locali e non.

«C’è un forte senso di tradimento nelle persone - scrivono i due autori - la consapevolezza di una fertilità perduta, di un paesaggio violato, di uno sviluppo industriale dissipato. E’ mancato il diaframma, fra l’egoismo dei pochi e la vita dei più, di istituzioni vigili e sane... di una classe politica adeguata». Per uscire dall’inerzia, per continuare a confrontarsi e discutere su questi temi, il progetto Terre in disordine, nel frattempo, si è sviluppato in una serie di spettacoli e in una mostra fotografica nelle sale della Feltrinelli di Napoli. Dal 26 al 30 dicembre, in particolare, il primo spettacolo nato dal progetto teatrale Farsi luogo del regista Marco Martinelli per Punta Corsara andrà in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli. Si tratta di Fatto di cronaca di Raffaele Viviani diretto da Atonio Cirillo, lo spettacolo che ha fatto il pieno con quattro giorni di repliche qualche mese fa nell’Auditorium di Scampia.