Recensione
David Cresta, www.il mascalzone.it, 19/11/2009

Sulla caduta del Muro

Quello di György Dalos è un libro bello da leggere ora che ricorre il ventennale della caduta del Muro, ma ideale, una volta letto, da tenere in libreria, pronto per essere consultato tutte le volte che la curiosità ce lo chiede. Suddiviso in maniera più che agevole in tante parti quanti erano i Paesi al di là della cortina di ferro, il volume, in 250 pagine, racchiude un’epoca che non c’è più, fotografata giusto un attimo prima del collasso. Il lettore si addentra così, attraverso la scrittura brillante e ricca di aneddotica di György Dalos, nella storia della Polonia di Solidarnosc, nella più allegra baracca del lager, ovvero l’Ungheria, nella vetrina socialista per l’occidente, la DDR, con il suo fascino e le sue contraddizioni, nella Romania del Conduc?tor Ceau?escu. E vede nascere e crescere la perestrojka di Michail Gorba?ëv che dalla Madre Russia apre all’Occidente, favorendo tutti gli avvenimenti dell’anno più importante della nostra storia recente. Interessante, come invito alla lettura ma anche come limpido schema di ciò che il saggio offre, è elencare i titoli degli otto capitoli di cui lo stesso si compone: I – Funerali di Stato e ospiti in lutto. Una foto di gruppo tardo-sovietica. II – Polonia: la tavola rotonda dei nemici giurati. III – Ungheria: la tranquilla fine del mondo. IV – Ddr: democrazia tra divisione e unità. V – Bulgaria: collasso autentico, rivoluzione contraffatta. VI – Cecoslovacchia: la rivolta con i guanti di velluto. VII – Romania: rivoluzione nel freddo tombale. VIII – La liberazione dell’Unione Sovietica dai satelliti (un’utopia scritta dall’autore nella primavera del 1985). Il volume si correda poi di un’accurata cronologia degli eventi degli ultimi anni Ottanta, suddivisa per Stati. “Giù la cortina” offre dunque un panorama completo sulla fine dell’impero, sulla fine del sogno comunista, sull’inizio di una che allora sembrava bella a prescindere e che ora sappiamo essersi rivelata un’arma a doppio taglio.