Recensione
Elisabetta Bolondi, www.sololibri.net, 04/11/2009

Mutamenti antropologici

Femminile e maschile nell’Italia di oggi - La sua professione di antropologa ed il fatto di essere figlia di un regista e nipote di uno scrittore consentono a Sandra Puccini uno sguardo aperto ad ogni aspetto della nostra società, a partire dalla sua autobiografia. Uno sguardo non solo accademico ma profondamente calato nella realtà del nostro immaginario collettivo, come si è andato formando e modificando negli ultimi 30/40 anni, sostanzialmente per la pervasività della televisione commerciale che ha prodotto una vera e propria mutazione antropologica che, pur essendo sotto gli occhi di chi è appena attento, nelle pagine di questo saggio viene analizzata con una straordinaria varietà di punti di vista e con grande acutezza.

Dalla prima immagine con cui il libro si apre (quella dei gabbiani che volteggiano come impazziti nel cielo notturno romano sopra l’Altare della patria, producendo in chi li osserva un senso di spaesamento) l’autrice ci accompagna all’interno dei fenomeni comunicativi più significativi degli ultimi decenni: ecco la lettura attenta delle soap operas provenienti dall’America, Dallas e Dynasty, che hanno caratterizzato i comportamenti socio-culturali di milioni di donne e che ne hanno improntato stili di vita, abiti, linguaggi; ecco l’avvento dei Reality-Shows, anche essi analizzati nelle loro componenti più profonde e perturbanti. Non mancano pagine dedicate alla pubblicità sui settimanali indirizzati alle donne, che daranno origine ad analoghe pubblicazioni destinate agli uomini, ciò che permette all’autrice di leggere l’intercambiabilità dei ruoli di maschile e femminile, che è alla base del suo studio. Particolarmente interessante e ricca di suggestioni la parte del lavoro che la Puccini dedica alla produzione letteraria indirizzata ai più giovani: Moccia, Melissa P. e scrittrici di pornografia vera e propria vengono vivisezionati; i loro prodotti, tutti di grande successo, vengono guardati con la lente dell’antropologa che ricostruisce percorsi connessi con la psicologia di giovani cresciuti all’interno di un universo fatto di pubblicità e di immagini onnipresenti.

Non c’è mai, nel lungo e complesso saggio, un giudizio moralistico o una furba acquiescenza ai modelli che hanno conquistato milioni di persone, non solo adolescenti. Al contrario, lo sguardo attento della studiosa offre a genitori attenti, insegnanti consapevoli, operatori nel mondo della comunicazione intellettualmente corretti, uno strumento essenziale non solo per la comprensione di quanto, pur sotto gli occhi di tutti, è spesso sfuggito all’attenzione, ma anche un manuale, direi, operativo, per coloro che pensano di potersi opporre ad una deriva di abitudini, costumi, comportamenti, che sembra aver portato una società intera ad un imbarbarimento senza ritorno.