Recensione
Elisabetta Bolondi, Sololibri.net, 01/08/2009

L'autore di Sherlock Holmes cambia genere

Di questo autore, i lettori italiani hanno conosciuto solo le inchieste raffinate di Sherlock Holmes e del suo fido aiutante. Per la prima volta in italiano, potranno ora gustare avventure altrettanto straordinarie e mirabolanti, ambientate durante l’epopea napoleonica, scritte con raffinato gusto letterario e sarcasmo tutto anglosassone da Sir Arthur Conan Doyle.

Etienne Gerard, brillante ufficiale degli Ussari, è la voce narrante di storie che ci portano sui campi di battaglia e nelle retrovie dell’esercito francese durante la conquista d’Europa. Anche se la letteraura su questo travolgente periodo della storia è pieno di autori e di avventure, il punto di vista da cui partono questi insoliti racconti appare del tutto inedito. Eccoci dunque nelle retrovie della ritirata di quel che era stata la Grande Armé, nel gelo dell’inverno russo, tra i ferocissimi cosacchi che tuttavia ancora temono la forza degli Ussari francesi e non osano attaccarli; o in mezzo alla guerriglia che oppone i patrioti spagnoli alla invasione francese, dove banditi e tagliagole si oppongono ai francesi occupanti. La parte più divertente è comunque il contrasto con gli inglesi, nemici giurati, avversari leali ma da distruggere comunque. Wellington, Talleyrand, Ney, Blucher, Massena, Maria Walewska, Maria Luisa, tutti i personaggi noti dell’epica napoleonica appaiono come comparse nelle diverse avventure in cui il nostro eroe guascone, un po’ D’Artagnan, un po’ James Bond, un po’ Don Chisciotte (il suo ronzinante si chiama Violette!) si misura con situazioni apparentemente senza via d’uscita ma che si concludono sempre, imprevedibilmente, con la sua vittoria su situazioni e circostanze avverse. Bellissima la descrizione della battaglia di Waterloo, in cui compare un Napoleone incapace di fronteggiare la realtà della sua imminente sconfitta, forte come è del seguito fanatico di cui gode presso i suoi più fedeli seguaci tra i quali, ovviamente, c’è il nostro Gerard.

Libro insolito, ironico, pieno di sarcasmo, antifrastico: si legge dietro le righe apparentemente celebrative della grandeur francese, la superiorità di chi ha avuto ragione di tale superiorità assicurandosi, con la propria tradizione militare, la vittoria finale. Le ultime pagine del libro sono emblematiche di tali affermazioni: Gerard riesce ad arrivare fortunosamente all’isola di Sant’Elena per liberare l’imperatore ingiustamente prigioniero la sera del 5 maggio 1821... Grande ironia anglosassone da parte di Sir Arthur, narratore impareggiabile.