Recensione
di Alessandro Zaccuri, L'Avvenire, 20/02/2004

L'America si capisce meglio al plurale

Vogliamo cavercela con una battuta? Quando si tratta degli Usa, tutto sommato, meglio i canoni dei cannoni. Ma il senso del nuovo libro dell'americanista Alessandro Portelli («Canoni americani», in uscita da Donzelli) è molto più profondo. È un viaggio alle origini della diversità - e della complessità - statunitense, che fin dall'inizio si presenta come luogo d'incontro fra «alto» e «basso», fra ricerca erudita e dimensione spettacolare. La letteratura americana è l'unica che annoveri tra i suoi classici romanzi come «Moby Dick» di Melville , nel quale la pronuncia solenne della Bibbia si contamina con il gergo dei balenieri, o l'«Huck Finn» di Mark Twain, con un giovanisimo vagabondo che continua a usare il suo slang come se niente fosse. Huck, osserva Portelli nella sua introduzione, «pretende che siano i lettori istruiti a imparare a capire lui». Il multiculturalismo? I primi autori afro-americani risalgono addirittura al XVIII secolo. La poetessa Phillis Wheatley, per esempio, oppure Olaudah Equiano, nativo del Benin e naturalizzato inglese. L'influenza di Hollywood sugli scrittori? Quella esercitata dal teatro popolare negli anni della Rivoluzione (e siamo di nuovo nel Settecento) non era meno tenace. Ecco perché non esiste un unico «canone», ma una molteplicità di tradizioni e di punti di vista pronti a reclamare i propri diritti nei contesti più inattesi. Lo conferma il pezzo più «politico» del volume, l'analisi del «National Security Strategy Act» - pubblicato nel 2003 dall'amministrazione Bush - alla luce della retorica religiosa puritana. Un saggio intelligente e tutto da discutere, che tra l'altro porta alla luce la difficoltà con cui Portelli si confronta con il versante spirituale dei diversi «canoni americani». Basti dire che, tornando sui testi di «The Rising» di Bruce Springsteen, il critico continua a parlare di «Mary» come di una generica «figura femminile». Tradurre il nome proprio, in questo caso, renderebbe tutto più chiaro».