Recensione
di Enrico Caiano, Corriere della Sera, 30/03/2001

La «svolta» di Fassino. «Sì a polizia regionale e impronte digitali»

Un libro per spronare la sinistra a «superare definitivamente l'approccio per cui i problemi della sicurezza, della legalità e dell'ordine non la riguardano». Impresa ambiziosa e ammissione pesante, perché a sottoscriverle entrambe è il diessino che ha assunto su di sé la massima carica nel campo della giustizia, il Guardasigilli Piero Fassino, candidato vicepremier del centrosinistra. E' da ieri nelle librerie «Giustizia e sicurezza» (Donzelli Editore), saggio sotto forma di conversazione del ministro torinese con un pm della sua città, Paolo Borgna. Il libro è il dialogo tra due uomini di sinistra che dimostrano di avere sul tema idee forse poco etichettabili come «di sinistra» ma sicuramente nate dall'esperienza sul campo. Quella che fa dire a Fassino che «la sicurezza» non è «né di destra né di sinistra» e che «se c'è un campo in cui lo spirito bipartisan andrebbe esercitato è proprio questo». L'aspirante vicepremier dimostra di saper andare controcorrente su temi concreti e sentiti dall'elettorato urbano. Spiega di essere «personalmente non contrario all' idea che vi siano organismi di polizia locale»: «come già c'è una "polizia municipale", non mi scandalizza l'idea che ci possa essere una "polizia regionale"». Ma non era un'idea della Lega? Per Fassino se non la si presenta «come fosse una tappa per la secessione», «una possibile "po lizia regionale"» è «uno degli strumenti di controllo e presidio del territorio». Dalla polizia regionale alle impronte digitali degli extracomunitari: anche questa è una soluzione valida per Fassino, uno «strumento usato in tanti altri Paesi di antica democrazia» e «previsto da una Convenzione europea». Il Guardasigilli nota come ci si dimentichi che «sui moduli delle nostre carte di identità vi è ancora il rettangolino con la sua brava scritta "impronta del dito indice sinistro"». Un particola re che dimostra come «tale forma di identificazione oggi non sia più utilizzata non certo per motivi di principio, ma per il semplice fatto che, per il cittadino italiano, vi sono ormai altri strumenti di facile identificazione». La sinistra dell'«ideologica negazione dell'esistenza del problema dell'insicurezza» è servita.