Recensione
di Giovanni Santambrogio, Il Sole 24 ore, 19/11/2000

L'integrazione possibile nell'Europa delle culture

Alessandro Magno non cessa di suscitare curiosità . Perchè così giovane si spinse con il suo potente esercito verso Oriente? Molti hanno tentato di fornire una risposta, ognuna delle quali possiede un suo fascino: ora è l'ideale di un grande conquistatore, ora dell'avventuriero, ora di un comandante accecato dal potere. L'enigma resta. E se fosse un ansia di allargamento per unire due culture in una reciproca comunicazione? Il guerriero che non esita a passare per le armi neanche i suoi uomini più validi appena scorge una infedeltà, ogni notte dorme tenendo sotto il cuscino un pugnale e una copia dell'Iliade annotata da Aristotele, suo grande maestro. Con questa ipotesi il sociologo Franco Ferrarotti rilegge Alessandro per far riflettere sulle sorti dell'Occidente che ogni giorno vede arrivare frotte di stranieri. Il sogno di Alessandro diventa il nostro problema quotidiano: far convivere le culture in una prospettiva planetaria. Va subito detto che il saggio è lontano dalla fredda impostazione di molta letteratura sociologica contemporanea. Si avverte invece la lezione dei classici come Weber e Simmel, dove la sensibilità muove le corde della storia, entra nella filosofia, porta alla luce il movente psicologico. Il ragionamento non insegue il dato quantitativo ma scava nei giacimenti della storia per rintracciare le costanti, le regolarità e il comportamento degli individui. Il confronto tra culture non si esaurisce nei numeri e nelle convenienze e neppure trova le sue ragioni in ambigue questioni di opportunità, ma solleva il tema dell'identità e dell'alterità, del dialogo tra differenti tradizioni da capire, interpretare, salvaguardare. Ferrarotti ne è assertore convinto: il confronto quando è vero non prevarica l'altro anzi lo valorizza, perchè la pluralità porta arricchimento e nuova progettualità. Dove avviene uno scambio di informazioni o di valori, lì le culture hanno modo di svilupparsi mostrando l'imprevedibile ricchezza che hanno dentro di sè e che riesce ad esprimersi non appena trova un minimo di spazio vitale. Dalle profondità della storia, sedimentata e selezionata nel tempo, emergono saggezze e coscienza della realtà in grado di accompagnare singoli e comunità nelle attuali sfide sociali. E' la smentita che il passato frena la progettazione del futuro. La storia documenta come sovente la paura sospettosa di fonte allo straniero abbia determinato la decadenza e la rovina di molte città. Max Weber insegna che la comparazione tra religione e religione svolge un ruolo essenziale. Ma questa diventa possibile quando si comunica. Ecco perchè il dialogo interculturale va perseguito e sostenuto dentro una forte interazione. Sostiene Ferrarotti: La comunicazione interculturale presuppone la sostituzione della logica del comprendere alla logica del comandare. Il progresso civile è debitore dei prestiti intellettuali da cultura a cultura. Da dove partire o dove continuare in modo più costruttivo? Ferrarotti chiede il saggio con una essenziale carta dei Principi. Otto punti per affermare che vivere significa convivere.