Recensione
di Enrico Grandesso, Il Gazzettino di Venezia, 09/03/2000

Cassirer alla scoperta di Holderlin, poeta dell'idealismo tedesco

Come molti, troppi, artisti,venne misconosciuto in vita, anche a causa del suo carattere estremamente timido e della pubblicazione incompleta delle sue opere, riscoperto alla vigilia della prima guerra mondiale, è da allora considerato uno degli autori maggiori del romanticismo europeo. Parliamo di Friedrich Holderlin (1770-1843) sul quale Donzelli pubblica oggi un saggio mai apparso in traduzione e che ha rappresentato uno dei capitoli fondamentali della sua riscoperta critica. "Holderlin e l'idealismo tedesco di Ernst Cassirer". Apparso tra 1917e il 1920 sulla rivista "Logos", il saggio è centrale non solo per l'analisi del rapporto tra Holderlin e i suoi comportamenti, ma anche nel percorso filosofico di Cassirer (1874-1945). Docente a Berlino, Amburgo e poi negli Usa quando le leggi razziali naziste lo costrinsero, per le sue origini ebraiche, a lasciare la Germania, il filosofo, autore di fondamentali saggi su Kant e l'illuminsmo, affronta qui il problema della relazione tra realtà e mito, sulla base della definizione holderliniana di poesia come forma vivente. La prima creatura della bellezza umana e divina è l'arte. In essa l'uomo ringiovanisce e si rinnova, scrisse il poeta nell'Iperione. Cassirer ne deduce la centralità della forma concreta della sua visione, in una percezione del mondo dove il mito emerge possente. La raffigurazione mitica sublimò in effetti nella vicenda biografica del poeta l'impossibile amore per Susette, gentildonna madre dei suoi allievi e le sue difficoltà di relazione con gli altri. Così nella tragedia La morte di Empedocle, il poeta assume a protagonista l'antico filosofo di Agrigento per darci in realtà il suo ritratto, mentre lotta per innalzare uomini sordi e meschini; tema che ritorna anche in molte delle liriche come in Fantasia della sera: Io dove andrò? Vivono i mortali di lavoro e compenso /. S'affaticano / e riposano e tutto si fa gioia/. Solo in me veglia sempre la mia spina. Cassirer evidenzia come il rapporto con il mito e con il mondo greco porti Holderlin a privilegiare alla dielettica del concetto, in modo sempre più chiaro e definito, la dialettica del sentimento. Pur vivendo negli anni di maggior sviluppo dell'idealismo, la sua idea di poesia si alimenta di una dimensione tragica che oltrepassa i grandi sistemi speculativi. Momento fondamentale per cogliere questa divergenza è il giudizio contrapposto che Hegel e Holderlin danno sulla Grecia: per il primo l'uomo colto europeo vi si sente a casa propria; al secondo essa ricorda che i poeti tedeschi vivevano come stranieri in casa propria, misconosciuti come il mendicante Ulisse dai Proci.