Recensione
Pietro Scardillo, Italia Oggi, 26/05/2014

Strumenti di lavoro

Nella premessa Benini, autorevole esperto del lavoro, scrive una frase emblematica sulla mancanza di credibilità, che spesso affl igge l’Italia «in cui si insegna spesso ciò che non si fa e si teorizza ciò che non si pratica». Il libro è un trattato colto, ben argomentato concettualmente, con la ricorrente preoccupazione di indicare ricette su cosa occorre fare subito a livello politico ed economico. Vengono riconosciute le importanti potenzialità del paese, purtroppo irretite nella «tela di ragno» che impedisce l’espressione di una nuova cultura civica e sociale, che ha le sue radici nel Rinascimento italiano. Molte tesi presentate nel libro possono essere condivisibili, ma la criticità è data dalle loro attuazioni che si imbattono contro un parlamentarismo esageratamente confl ittuale e non educato al bene comune, alle rendite di posizione delle corporazioni ostili a progetti di riforma vera, alla mancanza di una visione di medio-lungo periodo e di norme semplifi cate e di rapida attuazione capaci di cogliere i veri bisogni dei cittadini. Per tutto questo il libro si aggiunge a quel copioso, anche illuminato, materiale ricco di idee e di proposte, la cui traduzione in fatti operativi marca il divario tra il dire, il fare e il concludere concretamente. Anche «le dieci cose da fare subito» indicate nella parte conclusiva del libro potrebbero costituire il programma di un governo che avesse la garanzia di restare cinque anni in carica con una certa e netta maggioranza. In ogni caso il testo merita di entrare nella letteratura socio-economica di questo periodo, quale contributo di lucidità e di crescita culturale. a cura di Pietro Scardillo