Recensione
Marzia Apice, Ansa, 03/04/2014

Invito a Benedetto XVI alla Sapienza di Roma

Può esistere il confronto franco e dialettico in materia di religione e scienza? Se sì, non è proprio l'Università il luogo più adatto alla libera circolazione delle idee? E' questo il tema del libro di Renato Guarini Sapienza e libertà. Come e perché papa Ratzinger non parlò all'Università di Roma, edito da Donzelli. Il fulcro attorno al quale ruota il volume è costituito dalla ben nota vicenda del 2007, quando Guarini, allora Rettore della Sapienza, invitò Benedetto XVI a intervenire alla cerimonia di apertura dell'anno accademico. Il dibattito avrebbe dovuto focalizzarsi sulla moratoria della pena di morte: tanto bastò per far scoppiare una polemica vigorosa tra docenti, politici, giornalisti, membri della curia vaticana. Alla fine il polverone spinse il Papa a non parlare, e a limitarsi soltanto a inviare il proprio intervento (interamente riportato nel volume) che venne comunque letto durante la cerimonia, proprio per volere di Guarini. A cura di Pier Luigi (Pigi) De Lauro, con una prefazione di Walter Veltroni e i contributi del docente di fisica Carlo Cosmelli, di padre Vincenzo D'Adamo e di Gianluca Senatore (all'epoca responsabile dell'organizzazione più rappresentativa degli studenti), Sapienza e libertà torna dunque su uno dei casi mediatici e politici che, negli ultimi anni, hanno maggiormente rinfocolato il dibattito in materia di etica, fede e scienza. Le domande sollevate da Guarini sono molteplici: dopo il resoconto dettagliato di tutti i fatti che hanno composto il delicato affair, l'autore si domanda quale ruolo abbiano effettivamente rivestito i mass media, le divisioni interne al Vaticano e il clima politico incerto (allora il Governo era presieduto da Romano Prodi, con una maggioranza di centrosinistra poco solida, anche sui temi etici, e in costante contrapposizione con il centrodestra). Resta da chiedersi, come sottolinea proprio Senatore, se la vicenda non abbia rappresentato una sconfitta, soprattutto per i docenti di fisica che, lasciandosi vincere da pregiudizi e diffidenze, persero un'occasione importante per costruire un dialogo su un tema attualissimo e sempre spinoso.