Recensione
Saverio Simonelli, TV 2000, 26/03/2014

Il Sogno delle stagioni di Arianna Papini

Ci sono libri per bambini leggeri come nuvole, ma densi di significato, di un senso che scende con la stessa leggerezza verso chi legge. E però rimane. Senza clamori, ma depositandosi poco a poco. Ricetta buona perfino per la quotidianità futura della vita. Il sogno delle stagioni di Arianna Papini è uno di questi testi. Dedicato ai più piccoli, scritto a lettere grandi che occupano il centro della pagina e dominato da ampie e avvolgenti illustrazioni, il libro è una metafora sul tempo che trascorre indipendentemente da noi, sul desiderio nostro di durare e la necessità di accettare il volgere degli eventi e delle stagioni. Illustrato dalla stessa autrice, Il sogno delle stagioni racconta, in una serie di quadri accompagnati da un testo breve ma intenso, la vicenda di una strana combriccola in viaggio per paesi in ciascuno dei quali, però, esiste una sola stagione che dura per sempre e alla fine spinge chi lo visita a cercare altrove, a viaggiare fino a trovare altri luoghi dove pure di stagione ce n’è un’altra ma con la stessa caratteristica di esclusività.

Il testo ha un andamento placido e seducente, musicalissimo, sorretto a meraviglia dalle scelte lessicali dell’autrice che cala, con dolcissima nonchalance, quella parola desueta, talvolta arcaica che contribuisce a creare una distanza come di fascino primordiale, che ha lo stesso sapore del mito, di una lezione di vita non imposta ma lasciata presagire per continue evocazioni.

Ecco in questa intervista come Arianna Papini ci parla del suo libro, della saggezza dei piccoli lettori e del valore della poesia