Recensione
Raul Mordenti, Testo e Senso, 01/12/2013

Incrocio fra storia orale, architettura e storia della città

Dopo i pioneristici lavori di Sandro Portelli, questo libro propone un incrocio di competenze (di storici e di architetti) mettendo a tema una fase cruciale della storia sociale del paese: la costruzione della casa di proprietà. Il periodo considerato va dagli anni Cinquanta ai Settanta e la collezione dei casi riguarda Milano, Torino e Roma. Non si considerano dunque le iniziative pubbliche (di solito indagate in lavori analoghi) bensì il ventaglio della “costruzione informale” e privata, un processo tanto più ampio e indeterminato (ma socialmente tanto più rilevante!) che va dalle cooperative di costruzione fino al diffuso micro-abusivismo, senza escludere neanche l’intervento di grandi architetti. La straordinaria novità nel metodo di ricerca consiste qui nell’utilizzazione del racconto da parte degli stessi protagonisti: ne emerge la piccola grande epopea collettiva che è connessa alla costruzione della casa di proprietà nella storia di tante famiglie italiane. Siamo dunque all’incrocio fra storia orale, architettura e storia della città, studi urbani e storia sociale e familiare. Una volta di più, l’incrocio e la contaminazione fra approcci scientifici diversi rivela una formidabile produttività euristica. Un libro dunque da non perdere, e non soltanto per gli storici e per gli urbanisti, ma per chiunque voglia capire (anche politicamente) qualcosa di quella misteriosa entità collettiva che è il nostro popolo, le sue aspirazioni, i suoi sogni, i suoi comportamenti.