Recensione
di Andrea Casalegno, Il Sole 24 ore, 14/11/1999

Le trame occulte della Rivoluzione francese

Concentrare in meno di duecentocinquanta pagine un'introduzione complessiva alla figura e all'opera di Johan Wolfgang Goethe è un'impresa che potrebbe scoraggiare anche lo specialista più agguerrito. Ma per chi insegna all'università, o abbia intenti divulgativi, assumersi il rischio è necessario. Anche ammesso che lo studente medio o il lettore possano affrontare con profitto decine di monografie in varie lingue europee, la loro visione di Goethe resterebbe frammentaria. Come viatico alla conoscenza diretta delle opere la lettura di un'introduzione sintetica è l'unica soluzione praticabile. Da questo punto di vista Marino Freschi, già curatore dei due volumi Utet sulla Civiltà letteraria tedesca, ha affrontato il rischio con successo. L'insidia della modernità (saggi Donzelli), che esce a duecentocinquanta anni dalla nascita del poeta concentra in sedici brevi capitoli le informazioni essenziali, storiche e critiche, sulle vicende biografiche, la formazione, le opere, il contesto e la forma culturale, in particolare in Italia. L'esigenza di non tralasciare nessun argomento imponeva naturalmente la brevità, che suscita qualche rincrescimento soprattutto per le opere maggiori. Il Faust in primo luogo, incommensurabile a ogni altra opera di Goethe anche per valore letterario (benché su questo giudizio non tutti siano d'accodo); ma anche il Werther, i drammi principali, le Affinità Elettive, i due Meister. In compenso disponiamo di una guida sicura anche per le opere minori, o che oggi riteniamo tali, dalle Liriche giovanili al poemetto in esametri Arminio e Dorotea, dalle opere scientifiche al Gran Cofta, dramma ispirato alla controversa figura del Conte Cagliostro, che Goethe riteneva pericoloso ciarlatano, mentre Freschi riconosce in lui un eminente personalità dell'occultismo e sulla base delle ricerche più recenti ne dà un giudizio più sfaccettato. Brevità non significa però trattamento uniforme: Non si può dar conto di una figura complessa come quella di Goethe senza approfondire alcuni punti specifici. Fra i temi ai quali Freschi dedica una trattazione più ampia, vi sono le tappe della formazione giovanile, tra Francoforte, Lipsia, Strasburgo e Weimar; l'influenza determinante delle suggestioni esoteriche e alchimistiche, tra Swedenborg, Paracelso e il pietismo francofortese; la progressiva scoperta della vocazione prevalente, se non esclusiva , di poeta, che implicò prima la rinuncia all'attività di statista, poi alle velleità di artista figurativo, ancora coltivate nel viaggio in Italia, ma non alla pretesa di segnare un'orma nella scienza con la Teoria dei colori; l'idea di letteratura universale e la sua sperimentazione nel Divan occidentale - orientale; l'interpretazione della storia contemporanea e della Rivoluzione francese. Freschi sottolinea l'importanza di un episodio in sé marginale, ma al quale Goethe diede subito un grande valore simbolico: l'affare della collana, una truffa che coinvolse nel 1785, la corte francese il cardinale Rohan, discepolo di Cagliostro e delle sue presunte arti magiche, e la stessa regina Maria Antonietta. Cagliostro fu accusato di complicità (probabilmente a torto: al processo fu scagionato) e Goethe vide in questo la prova delle oscure macchinazioni che minavano in profondità un ordine sociale stabile solo di facciata. L'episodio fu per lui una cartina di tornasole, che gli permise di intuire in anticipo la gravità della crisi che avrebbe portato all'89, ma anche di darne una lettura sociale riduttiva. Già qualche anno prima scrivendo all'amico Lavater (22 giugno 1781) Goethe che era iscritto alla massoneria ma diffidava delle Società segrete, mostrava di dare anche troppo credito alle trame occulte: Credimi, il nostro mondo morale e politico è minato da cunicoli sotterranei, da cavità e cloache, come suol essere una grande città, senza che alcuno pensi o provveda alla sua tenuta: ma chi in qualche misura ciò avverte, diventa assai più facile capire perché il terreno qui d'un tratto sprofondi, là salga da un anfratto una colonna di fumo. Freschi ha fatto bene a dare spazio all'affaire, poiché la propensione di Goethe per la spiegazione esoterica della Rivoluzione non solo dà conto, una buona volta, anche dei limiti della sua visione storica (in altri casi di straordinaria preveggenza: per esempio nel Faust, sulle conseguenze umamne del capitalismo e della colonizzazione), ma ha riflessi anche sul piano letterario. Non per nulla nel Wilhelm Meister una società segreta, la Torre, guida a sua insaputa il protagonista del romanzo come se fosse un semplice burattino.