Recensione
Paolo Mauri, Il Venerdì, 07/03/2014

Musatti, disincantato e preciso, sul nostro Sud

Sono passati cinquant'anni da quando Pasolini usò il paesaggio lunare dei Sassi di Matera per girare il suo Vangelo e Matera oggi si candida a capitale culturale per il 2019. E' dunque il momento per leggere un pamphlet di Riccardo Musatti, La via del Sud, uscito nel 1955 per le Edizioni di Comunità e riproposto oggi, con introduzione di Carlo Borgomeo, da Donzelli. Musatti, azionista e collaboratore di Adriano Olivetti, legge il Sud in maniera precisa e disincantata. Conosce bene le forze in campo: lo sforzo del Pci di coniugare le lotte operate con il riscatto dei contadini , la lunga teoria di studi e proposte da Villari a Fortunato, da Gramsci a Jacini e il tentativo di trasformare realmente il territorio con un intervento di proporzioni colossali come quello gestito dalla Cassa per il Mezzogiorno e da altri Enti spesso creati ad hoc. Musatti, che scrive benissimo, tiene gli occhi ben aperti proprio sulla realtà che gli è dato di scrutinare frequentando quelle terre. "Gioia del Colle, distesa su un rotondo contrafforte delle Murge, potrebbe sembrare, alla distanza, Siena o Perugia", ma non è così: il mondo contadino del Sud si rispecchia da millenni in se stesso. La via del Sud passa anche attraverso l'esperienza di Levi e di Scotellaro, è un libro molto ricco e utile per capire quanto si è fatto e quanto invece resta ancora da fare.