Recensione
Redazione, ADNKronos, 10/03/2014

Libri

: esce 'Il territorio bene comune degli italiani' di Paolo Maddalena 'alla base della crisi finanziaria e ambientale concentrazione ricchezza in mano di pochi' Roma, 6 mar. (Adnkronos) - Passione civile e competenza giuridica si fondono in questo contributo alla riflessione sui beni comuni. Con rigore e lucidità, Paolo Maddalena, uno dei più importanti giuristi italiani, in 'Il territorio bene comune degli italiani. Proprietà collettiva, proprietà privata e interesse pubblico' (Donzelli) pone il problema nel quadro sconcertante dell’attuale crisi, mettendo in luce come crisi ambientale e crisi finanziaria abbiano una causa comune: la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Come già diceva Roosevelt in una relazione al Congresso degli Stati Uniti nel 1938: 'la libertà di una democrazia non è salda se il popolo tollera la crescita di un potere privato al punto che esso diventa più forte dello stesso Stato democratico'. Di qui l’importanza di distinguere la proprietà comune o collettiva, che ha il suo fondamento nella 'sovranità', dalla proprietà privata, che ha il suo fondamento nella 'legge', ristabilendo un equilibrio che negli ultimi decenni di storia italiana è stato tutto sbilanciato a favore della proprietà privata. Ecco quindi che l’autore rileva con forza la precedenza storica della proprietà collettiva del territorio sulla proprietà privata e la prevalenza giuridica della prima sulla seconda, sancita dalla stessa Costituzione. (segue Libri: esce 'Il territorio bene comune degli italiani' di Paolo Maddalena (2) (Adnkronos) - Si tratta di due dati che capovolgono la tradizionale concezione borghese, rafforzata dal pensiero unico dominante del neoliberismo economico, secondo cui l’interesse pubblico costituisce un limite alla proprietà privata, là dove è la cessione a privati di parti del territorio, oggetto di proprietà collettiva, che limita la proprietà collettiva medesima. Una tale inversione di prospettiva è, secondo l’autore, imprescindibile se si mette in atto una lettura non preconcetta della Costituzione rispetto al tema della funzione sociale della proprietà, dei limiti all’iniziativa economica privata e dell’intervento pubblico nell’economia. "Pochi intendono – sottolinea Salvatore Settis nella sua introduzione del libro – che solo il rigoroso fondamento sul disegno di società voluto dalla Costituzione e il puntuale radicarsi nel nostro ordinamento possono far uscire le tematiche dei beni comuni dal limbo dell’utopia, e farne invece il manifesto di una politica dei cittadini non solo auspicabile, ma possibile".