Recensione
Matilde Altomare, Il Giornale di Calabria, 03/03/2014

Verso “Gutenberg” XII : seminario sul lessico politico di Machiavelli

“Il Principe” di Machiavelli ha un significato indelebile nella storia dell’umanità: un’opera tanto enigmatica, quanto affascinante, che accende questioni e invita alla riflessione critica. A cinquecento anni dalla pubblicazione de “Il Principe” si discute e si approfondiscono argomenti che, anche attualmente, continuano a sorprenderci. Il Progetto “Gutenberg” ha organizzato il seminario sul lessico politico di Machiavelli: una serie di incontri atti a favorire lo scambio culturale e politico, propedeutici al seminario di chiusura di Carmine Donzelli e Gabriele Pedullà. “Il Principe” edito da Donzelli, con introduzione e commento di Pedullà è un innovativo esperimento di filologia politica, per rendere fruibile l’antico testo machiavelliano. E’ sulla base di queste premesse che si è svolto, al Liceo Classico “Galluppi”, un interessante incontro. Ad intervenire sono stati: la preside Elena De Filippis, la professoressa Loredana Marzullo, la professoressa Maria Perricelli, il professore Roberto Chiarella e l’alunno Emanuele Milazzo. Da cinquecento anni “Il principe” funziona come una sorta di specchio- come sostenuto dalla preside De Filippis- nel quale non cessa di riflettersi la coscienza occidentale; proiettando sulle parole di Machiavelli ansie, ossessioni, speranze, paure. Spesso “Il Principe” è stato identificato come l’incarnazione del male. Il nostro deve essere, infatti, a detta del professore Chiarella, uno sforzo ermeneutico: scavalcare i pregiudizi per restiuire a “Il Principe” la sua dignità. Il testo machiavelliano, come affermato dalla professoressa Marzullo, è attraversato dalla tematica della fortuna. Quell’energia inarrestabile a cui sono sottoposti gli uomini. Il tono della fortuna è minaccioso e restrittivo, come la possibilità di cadere e di ritornare al potere. Le questioni sollevate da Machiavelli non sono astratte, ma rinviano a una differenza fondamentale tra principi virtuosi e principi scellerati, illustrata dalla professoressa Perricelli, spiegando il comportamento che deve adottare l’uomo di Stato. Ne “Il Principe” è possibile ritrovare ancora oggi interessanti nodi teorici. Numerosi sono gli autori che hanno contribuito a rinnovare il pensiero machiavelliano, creando anche delle sillogi. E’ il caso di Micol Bruni con “Il Principe. Il Machiavelli di un secolo e mezzo”, edito da Pellegrini a dicembre del 2013. Oltre all’excursus geo-politico e filosofico,è evidente anche il sostrato giuridico, che ci avvicina ad una più moderna visione de “Il Principe”; confrontando il passato con il presente, stigmatizzando il pregiudizio e le false interpretazioni.