Recensione
di E. C., L'informatore agricolo, 01/03/2000

La cronaca del più lungo negoziato agricolo europeo

Il volumetto La Banda dei Quattro è davvero interessante e la descrizione delle diverse fasi del complesso negoziato agricolo del febbraio marzo scorso merita di essere letto. Il racconto di Andrea Zaghi e Micaela Panella consente di rivivere giorno dopo giorno, direi ora per ora, la difficile trattativa. Ed è frutto di questa intensa partecipazione degli autori il sottotitolo Cronache dei più lungo e difficile negoziato agricolo come pure l'affermazione che nel passato i comportamenti dette delegazioni italiane sono sempre stati rinunciatari e malcondotti. Forse i corrispondenti più anziani avrebbero potuto raccontare agli autori le vicende di altre maratone agricole e anche riferire qualche successo ottenuto dalla nostra delegazione come quello dei maggio 1993 quando l'Italia ottenne l'aumento della quota iniziale attribuita al nostro paese del 10%: ben 9000.000 di latte in più sia pure subordinato al rientro della quota assegnata entro il successivo biennio. Bene hanno fatto gli agricoltori a marciare uniti anche se gli slogan urlati e i manifesti davano la sensazione che le loro istanze fossero alquanto diverse. Bene hanno fatto i presidenti delle organizzazioni agricole a fiancheggiare il ministro. Gli autori riferiscono che uno di loro ha affermato che si era di fronte al più pericoloso attacco portato alla pac. Lo dissero a suo tempo anche Lobianco e Wallner. La novità vera consiste nell'alleanza stretta fra Italia, Gran Bretagna, Svezia e Danimarca; appunto la Banda dei Quattro, a differenza degli accordi a suo tempo presi dal ministro Pinto con Grecia, Spagna e Portogallo. Ma, senza nulla togliere all'abilità manovriera dimostrata dal ministro De Castro, un dubbio è lecito: i tre Paesi mediterranei (includendo anche il Portogallo che in realtà è atlantico) sono tutti e tre, come il nostro, titolari di una quota latte del tutto insufficiente a coprire il fabbisogno interno. Non così la Gran Bretagna che è autosufficiente e i due Paesi scandinavi largamente eccedentari di latte. L'aumento della quota italiana si accompagna all'abolizione dei sistema di produzione per quote chiesto e ottenuto dai Quattro; questo sicuramente renderà più facile in avvenire la vita al ministro ma comporta il rischio che questi Paesi, assieme all'Olanda, alla Francia e alla Baviera, possano aumentare a dismisura le loro esportazioni di latte e latticini verso i mercati deficitari, con produzione di qualità e a prezzi competitivi, creando cosi ulteriori gravi problemi ai nostri allevatori. Converrà conservare il volumetto in libreria e rileggerlo fra qualche anno!