Recensione
L.P., L'Espresso, 13/02/2014

L'amico di Berluschino e la poltrona che scotta

Acque agitate nel mondo delle fondazioni bancarie. Mentre il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, sta portando avanti la riduzione del numero dei consiglieri delle banche, una prospettiva vista con preoccupazione dalle fondazioni che temono di perdere poltrone di peso, nel gruppo Ubi Banca rischia di aprirsi la questione Cuneo. La città piemontese è uno dei feudi del quarto gruppo bancario italiano, grazie alla controllata Banca Regionale Europea, vero e proprio colosso dell'economia locale. Ubi Banca tuttavia, non controlla tutta Bre, che per il 25 per cento è rimasta nelle meni della Fondazione Cassa di Cuneo. Qui nascono i problemi. In primavera il consiglio della Bre dovrà essere rinnovato e, a Cuneo, è iniziata la corsa per designare il nuovo presidente. Uno dei candidati è il numero uno della Fondazione stessa, Ezio Falco, che potrebbe traslocare nella banca partecipata. Il suo nome, però, in città, ha riportato alla luce una questione delicata. Nel 2010, infatti, Falco aveva contribuito a silurare l'allora presidente della Bre, Piero Bertolotto, senzxa fornire spiegazioni convincenti. Ne era seguita una serie di denunce, che avevano portato alla luce i versamenti effettuati nelle aziende di Falco da parte di un fornitore della Fondazione. Sul "groviglio armonioso di Cuneo", com'è chiamato per rievocare il caso Siena, un ex dirigente della Bre, Carlo Benigni, ha scritto un libro, "Le mani sulla banca", che in questi giorni ha visto la seconda edizione. Vi è riportato un verbale della denuncia fatta da Berolotto ai carabinieri. Un passaggio è degno di nota:"Volevo impedire che la Bre fosse usata come un'agenzia di servizi a favore di Falco e di Gola". Ovvero Gianluigi Gola, imprenditore in affari con Paolo Berlusconi. E rappresentante dei cuneesi nel consiglio di sorveglianza di Ubi. Un bel pasticcio.