Recensione
Valentina Orsi, Letteratura-per--ragazzi.it, 18/02/2014

A noi due, signora Vita!

Una bambina e il suo papà che portano gli occhiali, ma che attraversano il mondo senza indossarli e non inciampano né cadono mai, semplicemente perché si tengono per mano.

Questo potrebbe essere il riassunto del riassunto di Caterina Certezza, il breve romanzo pubblicato da Donzelli, che porta in Italia la bellissima storia, pubblicata da Gallimard nel 1988, di Patrick Modiano (premio Goncourt nel 1978) illustrata dal segno lieve e morbido di Jean-Jacques Sempé (illustratore del famosissimo Petit Nicolas).

Una storia senza mai una sola pagina che annoia, una storia con un sorriso di sottofondo costante, che insegna a prendere la vita con ironia e coraggio qualsiasi cosa accada. “A noi due, Signora Vita!” dice ogni mattina il papà di Caterina annodandosi la cravatta. Ed è questo che insegna giorno dopo giorno alla sua bambina e a noi lettori: la vita è una cosa da trattare con rispetto e con le lettere maiuscole, ma senza farsi intimidire mai. E così il papà (il vero protagonista di questa storia che pure porta nel titolo il nome della sua narratrice) insegna a Caterina la fortuna di portare gli occhiali: chi ha gli occhiali non ha qualcosa in meno, ma qualcosa in più. Ha infatti la possibilità di toglierseli e vedere il mondo in modo soffice, vaporoso, senza spigoli e allontanarsi così da tutte le cose noiose o difficili che spesso si incontrano. Così Caterina senza occhiali danza meglio delle sue compagne, senza occhiali sopporta le pedanti lezioni del Signor Casterani che cerca di farla diventare una perfetta studentessa e si arricchisce di quel fascino che solo le persone con “lo sguardo dolcemente appannato” possiedono. Narrata in prima persona da una Caterina ormai adulta, ormai madre, ormai insegnante di danza a New York, la storia percorre gli anni in cui viveva a Parigi: racconta (in un modo così perfetto che viene da telefonare a Modiano e congratularsi per quanto sia riuscito a calarsi perfettamente nella mente e nella voce di una piccola donna che si affaccia al mondo) la scuola e il suo quartiere, racconta la separazione dei genitori, la difficoltà di comprendere il mondo degli adulti e in primo luogo il lavoro misterioso del suo papà, racconta il rendersi conto della diversità delle persone anche di quelle che si ritenevano amiche, racconta l’eccitazione e la difficoltà di cambiare casa e continente e imparare una nuova lingua. Caterina narra cioè il suo affacciarsi alla Vita e il suo imparare a riderne. Certezza infatti è, sì, il cognome di Caterina ma è anche la sua conquista quotidiana ottenuta con il saper dosare il mondo nitido e rigido di quando indossa gli occhiali e le sfumature morbide che assume quando se li toglie. Una storia da leggere con calma, adatta ai banchi di scuola o a essere lasciata sul comodino di chi sta terminando la scuola elementare. Un libro che viene voglia di rileggere più e più volte e che vi farà vedere in modo diverso i vostri occhiali.