Recensione
Corrado Augias, Venerdì, 17/01/2014

Il Principe di Machiavelli parla un italiano moderno

Nel 2013, appena chiuso, ricorreva anche il cinquecentesimo anno dell'opera fondamentale di Niccolò Machiavelli "Il Principe". L'editore Donzelli, quasi allo scoccare dell'anno, ha mandato in libreria un'edizione di qual capo d'opera riscritto in italiano contemporaneo dallo stesso Carmine Donzelli, completato da un ricco sottotesto costituito da un vasto e articolato apparato di riferimenti e note. Il testo machiavelliano è preceduto da un robusto saggio di Gabriele Pedullà (insegna letteratura italiana, Roma Tre) che per consistenza ( circa cento pagine) e ampiezza di riferimenti si presenta a sua volta come un vero e proprio studio sui motivi che spinsero il segretario fiorentino alla composizione di quell'opera magistrale. Pedullà elenca le varie interpretazioni che Il Principe ha suscitato. Quelle positive, illuministiche o risorginmentali che fossero, quelle negative dove il testo venova equiparato ad una professione di cinico opportunismo del suo autore. Nell'offrire la sua opinione, Pedullà ricostruisce con oculatezza le condizioni biografiche in cui l'autore si trovò a scrivere, sia le condizioni dell'Italia negli anni drammatici a cavallo tra XV e XVI secolo. Basta guardare le due cartine della penisola che raffigurano la situazione politica a distanza di pochi anni , per rendersi conto dei profondi cambiamenti intercosrsi. Ma nel suo studio Pedullà analizza il testo anche dal punto di vista geografico-militare ed economico: passa in rassegna le virtù che secondo Machiavelli il principe deve possedere nonché le stesse qualità psico-fisiche. Per fare un solo esempio, di grande interesse il confronto tra Machiavelli e Montaigne su un tema che sembra apparentarli. Il rapporto di un principe con "la Giustizia". In una certa misura i due paiono condividere la stessa idea, salvo poi allontanarsi nelle rispettive conclusioni. "Nel Principe, scrive Pedullà, vi è qualcosa che ancora oggi cattura i lettori e cha va ben oltre il presunto scandalo di una politica liberata dalla morale ". Non c'è migliore dimostrazione di questo assunto che la versione in lingua attuale fatta da Carmine Donzelli: vi si riscopre l'affilata comprensione degli uomini e delle cose di un Machiavelli davvero in grado di parlare oggi come cinquecento anni fa.