Recensione
Carmine Donzelli, La Stampa, 04/01/2014

Voglio rimettere al centro forza e bellezza della carta

Ritorno a Manuzio? Carmine Donzelli,dopo aver concluso l’anno con una sontuosa edizione del Pitrè (le Fiabe siciliane in due versioni, una delle quali in cofanetto con testo siciliano a fronte e note, bella carta, magnifici caratteri a stampa) guarda al 2014 con un progetto che vale per la sua casa editrice, ma non forse in esclusiva. «Ad ogni buon conto, dico quel che faremo noi: e sarà accentuare sempre più la dimensione del libro di carta, che è la nostra». Si va controcorrente? «Ma non da conservatori, anzi direi il contrario. Provare a rimettere al centro la forza e la bellezza del libro di carta, in un momento come questo, per me ha qualcosa di rivoluzionario. Vuol dire proporre libri sempre più belli, più accurati, con caratteristiche sempre più sofisticate non nell’oggetto in sè; ma nella lavorazione, nella sapienza editoriale. Carmine Donzelli ha fondato a Roma la casa editrice che porta il suo nome dopo una lunga militanza (diciotto anni) all’Einaudi, settore Grandi Opere. Nato a Catanzaro nel 1948, è laureato in Filosofia In un mercato che tende a differenziarsi sempre più, si differenzia anche la domanda dei consumatori». Quelli più esigenti, quelli che amano i bei libri, esistono ancora? «I nostri risultati ci dicono di sì. Il romanzo di consumo, prima o poi, finirà anche qui in Italia per essere letto sui supporti elettronici. Ma per il li libro-libro resta un segmento di mercato, più piccolo e più esigente, più di qualità. Perchè quando voglio il libro, voglio proprio il libro, non altro. Un volume fisico destinato alla libreria fisica, perché deve essere maneggiato, esaminato, vagliato, E che per la libreria è una forma di riqualificazione, oltre che una remunerazione maggiore». Il futuro è un’arte antica? «Ma con le tecnologie più raffinate. Possiamo essere degli ottimi emuli dei grandi maestri , dotati di strumenti tecnologici che il povero Manuzio non poteva neanche immaginare». Il risultato è analogo: «La pagina diventa un’armonia di elementi che hanno bisogno di essere distesi su una superficie cartacea. E questo vale per il nostro Pitré o per il nostro Machiavelli con testo in italiano moderno, originale a fronte, note e commenti. Impensabile in formato digitale».